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Storie sul campo

Notizie, dati e approfondimenti sul mondo della sostenibilità.

Vecchio cimitero all'ombra di grandi alberi, con croci di pietra e lapidi coperte di licheni nell'erba alta punteggiata di fiori bianchi

Cimiteri: un rifugio per le orchidee selvatiche?

Fra il 2015 e il 2019 un gruppo di botanici ha visitato 2079 cimiteri in 13 Paesi europei e ha contato una per una le orchidee selvatiche: 65 fra specie e sottospecie e 44.680 piante, con differenze enormi fra Albania e Francia. Come si fa un censimento così, cosa minaccia le orchidee fra le tombe e perché l'Italia è ancora un punto interrogativo.

Prateria sottomarina di piante a foglie lunghe e sottili, piegate dalla corrente, con un branco di piccoli pesci scuri che nuota sopra nell'acqua azzurra

Praterie marine: quanto carbonio custodiscono davvero?

Sotto un ettaro di prateria marina ci sono in mediana 24,2 tonnellate di carbonio nei primi 30 centimetri di sedimento: il 27% in meno della prima stima globale del 2012. Uno studio su Nature Communications mostra che le prime misure erano sbilanciate verso le praterie più ricche di carbonio e spiega cosa cambia per i crediti di carbonio blu.

Un piccolo pipistrello dal pelo bruno, con le ali scure ripiegate, appoggiato su una superficie bianca a bocca aperta, con i denti in vista

Pipistrelli: quanto li disturbano luce e rumore di notte?

Su un fiume di Odense, in Danimarca, una lampada accesa per dieci minuti ha ridotto l'attività dei pipistrelli del 43%, un altoparlante a ultrasuoni del 49%. A 20 metri, con circa 1 lux, la luce dava ancora un calo del 23%. E cambiando il software che conta i richiami, l'effetto del rumore passa dal 50% al 75%.

Un bovino bruno con la testa bianca sdraiato su un terreno secco e bruciato dal sole, con una recinzione di filo e alberi radi sullo sfondo

Biodiversità: si può fare il bilancio della natura come per la CO2?

Il CSIRO, l'agenzia scientifica nazionale australiana, ha provato a mettere in un bilancio l'effetto dei propri siti sulla natura. Ha usato immagini satellitari dal 1987 al 2023 e uno scenario senza l'organizzazione. Il risultato dice molto su come si produce un dato di biodiversità, e su cosa un satellite non riesce a vedere.

Paesaggio collinare verde vicino a Mangochi, in Malawi, con campi, alberi sparsi, case e una strada sterrata ai piedi di una montagna

Malawi: il satellite basta a controllare la riforestazione?

Abbiamo rifatto i conti punto per punto su tre mappe satellitari globali e sull'inventario forestale del Malawi. Nei punti di bosco la mappa migliore vede alberi sette volte su dieci, la peggiore quattro. E quando una mappa dice pascolo, il più delle volte a terra c'è bosco.

Una persona con il cappellino, accovacciata sulla riva di uno stagno fra le piante palustri, immerge le mani nell'acqua

DNA ambientale: dall'acqua si capisce quanti pesci ci sono?

Un pesce lascia nell'acqua tracce del suo DNA, e filtrandola si scopre quali specie vivono in un fiume o in uno stagno. Un esperimento dell'Università di Tor Vergata ha provato a capire se quel DNA dice anche quanti pesci ci sono, mentre un monitoraggio su 53 siti del Lazio ha trovato specie protette in punti dove le mappe ufficiali non le riportavano.

Incendio che avanza di notte lungo il bosco ai piedi di un rilievo roccioso, con il cielo coperto di fumo arancione

Incendi boschivi in Italia: quanta CO2 va in fumo?

Fra il 2018 e il 2023 gli incendi hanno bruciato in media 10.926 ettari di bosco all'anno in Italia, con emissioni stimate in circa 1,1 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all'anno. Lo calcola uno studio della Fondazione CMCC e del CNR che usa i satelliti e l'inventario forestale nazionale per stimare, incendio per incendio, quanta biomassa brucia davvero. Il 2021 vale da solo il 45% del totale, Sicilia e Calabria il 71%. E a seconda del sistema di calcolo, la stima per gli stessi incendi cambia di molto.

Trattore verde con irroratrice gialla e barra aperta che attraversa un campo coltivato, colline boscose sullo sfondo

Pesticidi nel suolo: cosa cambiano nella vita sotto i campi?

Uno studio su Nature ha cercato 118 residui di pesticidi nel terreno di 373 siti in 26 paesi europei e, nello stesso campione, ha letto il DNA degli organismi del suolo. Almeno un residuo c'era nel 70% dei siti, anche in prati e boschi. Nei campi coltivati i pesticidi sono il secondo fattore, dopo le caratteristiche del suolo, che spiega le differenze nella vita sotterranea: calano alcuni gruppi utili, come i funghi che aiutano le piante a nutrirsi, e ne crescono altri dannosi. Gli autori invitano a leggerlo come un segnale d'allarme, non come una prova di causa.

Veduta aerea di un fiume che disegna anse strette in mezzo a una foresta fitta di conifere e latifoglie, nella luce di un pomeriggio d'estate

Agenda 2030: a che punto siamo davvero?

Solo un target dell'Agenda 2030 su tre è in linea o fa progressi moderati. I rapporti 2026 di ONU e ISTAT, letti insieme: cosa è migliorato nel mondo, dove l'Italia avanza a strappi e perché su foreste, suolo e specie resta sotto la media europea.

Foresta tropicale vista dall'alto, attraversata da strade sterrate e da una grande area di terra scoperta

Crediti di carbonio forestali: valgono quanto promettono?

I progetti REDD+ vendono crediti per la foresta tropicale che dicono di aver salvato. Uno studio su Nature Communications ne ha ricontrollati 44 con metodi indipendenti: la maggior parte ha rallentato la deforestazione, ma sul totale dei crediti esaminati la sovrastima è di circa undici volte. Il motivo principale sono le aree di riferimento scelte dai progetti, più esposte al taglio. L'articolo spiega anche cosa cambia per le aziende che li usano, ora che gli Stati membri devono applicare le nuove regole europee sulle dichiarazioni ambientali.

Filari di vite con le foglie che ingialliscono in autunno, una striscia d'erba nell'interfila e un bosco sullo sfondo, nella luce del tardo pomeriggio

Carbonio nel suolo dei vigneti: quanto aiuta l'erba fra i filari?

Seminare erba fra i filari fa crescere il carbonio nel suolo? Uno studio dell'Università di Palermo in otto aziende di Menfi mostra che buona parte del vantaggio è carbonio che l'erosione non porta via, più che carbonio nuovo. Conta la pendenza e conta il tipo di suolo. Cosa vuol dire per chi deve dichiarare il carbonio sequestrato e perché il confronto con la parcella vicina può ingannare.

Ciminiere e torri di raffreddamento di una centrale a carbone che emettono fumo

Emissioni globali: perché l'Onu parla di +2,6 gradi a fine secolo?

Secondo l'Emissions Gap Report 2026 dell'UNEP, nel 2025 le emissioni di gas serra sono rimaste vicine ai livelli record del 2024 e i piani dei governi portano a 2,6 gradi di riscaldamento entro il 2100. Superare 1,5 gradi è ormai inevitabile: per tornare sotto quella soglia servono tagli del 18% entro il 2030 e del 45% entro il 2035.