Quest'estate sono usciti i due bilanci annuali che dicono a che punto siamo: quello delle Nazioni Unite sul mondo e quello dell'ISTAT sull'Italia. Li abbiamo letti entrambi. In sintesi, molte cose sono migliorate, ma con un passo troppo lento per arrivare in tempo. E sulla natura l'Italia resta sotto la media europea in tutti gli indicatori.
Agenda 2030 e SDGs, di cosa parliamo
L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è stata adottata a New York nel settembre 2015, durante il vertice dei capi di Stato e di governo alle Nazioni Unite. Contiene 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, gli SDGs (Sustainable Development Goals), con 169 traguardi più precisi, i target. Riguarda la povertà, la fame, l'istruzione, l'energia, il clima, gli oceani, le foreste, le città, e si regge su un impegno scritto nel testo: nessuno deve restare indietro.
Non è una legge e non prevede sanzioni. Funziona come un sistema di misura comune: ogni anno l'ONU e gli istituti di statistica nazionali controllano gli indicatori collegati ai target e dicono quanto ci si è avvicinati.
Il rapporto ONU 2026: cosa è migliorato nel mondo
Il Sustainable Development Goals Report 2026 mette in fila alcuni progressi che contano. Secondo il rapporto, l'elettricità arriva al 92% della popolazione mondiale, anche se restano senza 655 milioni di persone (dato 2024). Nel 2023 le rinnovabili hanno coperto più del 30% del consumo mondiale di elettricità, contro il 23% del 2015. Per la prima volta nella storia più di metà della popolazione del pianeta ha almeno una forma di protezione sociale (per esempio una pensione o un sussidio).
C'è poi un dato che si nota poco: i morti per disastri naturali sono calati di quasi il 65% nell'ultimo decennio rispetto al precedente, da 2,11 a 0,75 ogni 100.000 abitanti.
Solo un target su tre è sulla buona strada
Sul ritmo, però, il rapporto è severo. L'ONU ha valutato i 139 target per cui esistono dati sufficienti a vedere una tendenza. Solo il 36% è in linea o fa progressi moderati. Il 49% avanza troppo lentamente, e il 15% è sceso sotto il livello del 2015, cioè sta peggio di quando l'Agenda è stata firmata.
Sul clima, nello stesso rapporto, le emissioni mondiali di gas serra hanno toccato il record di 57,7 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente (l'unità che somma tutti i gas serra pesandoli come la CO2) nel 2024, il 2,3% in più dell'anno prima. Sulle foreste il quadro è misto. La superficie forestale è scesa dal 33,3% delle terre emerse nel 1990 al 31,8% di oggi, con 41 milioni di ettari persi dal 2015. La deforestazione rallenta: si è passati da 17,6 milioni di ettari tagliati all'anno negli anni Novanta a 10,9 milioni all'anno fra il 2015 e il 2025. Ma l'indice della Lista Rossa, che scende quando le specie si avvicinano all'estinzione, è sceso da 0,80 nel 1993 a meno di 0,75 nel 2025, e le specie minacciate sono più di 48.600.
Il Rapporto SDGs 2026 dell'ISTAT: l'Italia avanza a strappi
L'ISTAT segue gli SDGs con 321 misure statistiche collegate a 148 indicatori internazionali, ed è alla nona edizione del rapporto. Guardando l'ultimo decennio, su 221 misure il 53,8% è migliorato e l'11,3% è peggiorato. Il resto, il 34,8%, non ha una direzione chiara: sono misure che salgono e scendono, e secondo l'ISTAT questo suggerisce che l'Italia fatica a consolidare i progressi. I miglioramenti più evidenti riguardano le disuguaglianze (Goal 10), la parità di genere (Goal 5), imprese, innovazione e infrastrutture (Goal 9) e l'energia (Goal 7).
Nell'ultimo anno, su 243 misure, la metà è migliorata (51%), il 24% è peggiorato e oltre un quarto è rimasto fermo. Qualche dato ambientale va nella direzione giusta. Nel 2024 la quota di elettricità coperta da rinnovabili è salita al 41,7%, e le emissioni di gas serra dell'economia italiana sono calate del 2,8% rispetto all'anno prima.
Biodiversità in Italia: perché il Goal 15 preoccupa
Il Goal 15 riguarda la vita sulla terraferma: foreste, suolo, specie. Nell'ultimo decennio è quello che si è mosso di più in entrambe le direzioni: molte misure sono migliorate, ma è anche il Goal con la quota più alta di peggioramenti. Nell'ultimo anno, invece, oltre tre quarti delle sue misure sono rimaste ferme, e la stabilità è alta anche per l'acqua (Goal 6) e per il mare (Goal 14). Nel confronto con l'Europa, il Goal 15 è quello in cui tutti gli indicatori mettono l'Italia sotto la media dell'Unione.
I numeri dietro questa fotografia sono pochi e chiari. I boschi crescono: nel 2025 coprono il 31,9% del territorio, 1,7 punti in più rispetto al 2015. Ma quelli con una certificazione di gestione sostenibile sono solo l'11,1%, contro il 55,8% della media europea. Nel 2024 le aree protette coprono il 21,7% del territorio e non si muovono verso l'obiettivo europeo e nazionale del 30% entro il 2030: dal 2012 sono cresciute di un decimo di punto. E il 42,4% del territorio è frammentato in modo elevato o molto elevato, una frammentazione legata al consumo di suolo che secondo l'ISTAT limita la capacità degli ecosistemi di reggersi.
Cosa c'entrano le imprese con gli SDGs
I target dell'Agenda sono scritti per gli Stati. Fra le misure italiane, però, i segnali negativi più frequenti del decennio riguardano consumo e produzione (Goal 12, anche se qui l'Italia sta sopra la media europea in tutti gli indicatori), acqua (Goal 6) e città (Goal 11). Insieme al consumo di suolo, legato alla frammentazione del territorio, sono temi in cui le imprese hanno una parte diretta. Per un'azienda gli SDGs sono anche un vocabolario comune per spiegare a clienti e investitori dove ha un impatto, a patto di legarli a numeri e non solo alle icone colorate in fondo al bilancio di sostenibilità.
È il lavoro che facciamo con le aziende a Piantando: progetti sul campo che si misurano e si raccontano con i dati, dalla biodiversità al clima.
Fonti
- Nazioni Unite, Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development, 2015
- Nazioni Unite, UN DESA, The Sustainable Development Goals Report 2026, 2026
- Nazioni Unite, UN DESA, The Sustainable Development Goals Report 2026, Key Messages, 2026
- ISTAT, Rapporto SDGs 2026. Informazioni statistiche per l'Agenda 2030 in Italia, 2026
- ISTAT, Rapporto SDGs 2026, nota stampa, 8 luglio 2026
- Foto di copertina: Ivars Utināns, Unsplash