Il 2 novembre i cimiteri si riempiono di crisantemi, di lumini e di gente che parla a bassa voce. Quasi nessuno guarda per terra, nella striscia d'erba fra l'ultima fila di tombe e il muro di cinta. Eppure in molti cimiteri d'Europa, proprio lì, crescono orchidee selvatiche.
Lo ha verificato un gruppo di botanici dell'Università di Debrecen, in Ungheria, insieme a colleghi di altri istituti, fra cui l'Università di Birmingham. Fra il 2015 e il 2019 hanno visitato 2079 cimiteri in 13 Paesi europei e hanno contato, pianta per pianta, tutte le orchidee che hanno trovato. Lo studio è uscito nel 2025 su Global Ecology and Conservation, una rivista con revisione fra pari e ad accesso aperto.
Quante orchidee crescono nei cimiteri europei
Su 2079 cimiteri visitati, 316 ospitavano almeno un'orchidea, cioè il 15,2%. In tutto i ricercatori hanno trovato 65 taxa diversi, fra specie e sottospecie, e hanno contato 44.680 piante. In un singolo cimitero si andava da uno a dieci taxa.
La più abbondante era l'orchide minore (Anacamptis morio), con 24.885 piante, il 55,7% di tutte quelle contate. La più diffusa era l'orchide piramidale (Anacamptis pyramidalis), trovata in otto Paesi su tredici.
Fra un Paese e l'altro le differenze sono enormi. In Albania più della metà dei cimiteri visitati aveva orchidee, e lì gli autori hanno trovato 30 taxa, più di un terzo delle specie di orchidee note nel Paese. In Francia e in Spagna, su 150 cimiteri, gli autori hanno trovato in tutto due orchidee: una pianta per Paese.
| Paese | Cimiteri visitati | Con orchidee | Taxa trovati nei cimiteri (specie di orchidee note nel Paese) | Piante contate | Taxa per cimitero con orchidee, media ± DS |
|---|---|---|---|---|---|
| Albania | 166 | 88 (53,0%) | 30 (83) | 24.953 | 2,42 ± 1,85 |
| Romania | 262 | 71 (27,1%) | 20 (77) | 7.589 | 1,85 ± 1,32 |
| Cipro | 90 | 18 (20,0%) | 12 (52) | 538 | 1,38 ± 0,62 |
| Serbia | 73 | 12 (16,4%) | 8 (58) | 1.694 | 1,71 ± 1,27 |
| Grecia (Creta e Lesbo) | 125 | 15 (12,0%) | 18 (193) | 878 | 1,87 ± 1,06 |
| Regno Unito | 90 | 9 (10,0%) | 7 (45) | 1.181 | 1,46 ± 0,97 |
| Ungheria | 955 | 80 (8,4%) | 12 (71) | 7.377 | 1,30 ± 0,54 |
| Francia | 50 | 1 (2,0%) | 1 (134) | 1 | non calcolabile |
| Spagna (continente e Tenerife) | 100 | 1 (1,0%) | 1 (101) | 1 | non calcolabile |
La tabella riporta 9 dei 13 Paesi visitati, con i dati della tabella 2 dello studio. DS sta per deviazione standard: dice quanto il numero di taxa cambia da un cimitero all'altro. In Albania, per esempio, i cimiteri con orchidee ospitano in media 2,42 taxa, con una deviazione di 1,85: un valore alto rispetto alla media, segno che fra un cimitero e l'altro la varietà cambia parecchio.
Il peso dei Paesi nel campione è molto diverso: l'Ungheria, da cui viene la maggior parte degli autori, conta 955 cimiteri, quasi la metà del totale, mentre in Georgia ne sono stati visitati 21.
Come si contano le orchidee in duemila cimiteri
In ogni cimitero i ricercatori hanno identificato tutte le orchidee presenti, usando una guida di riferimento per le orchidee d'Europa, e hanno contato le singole piante una per una. Per ogni sito hanno registrato le coordinate con un GPS.
Poi, sulle immagini satellitari, hanno misurato la superficie di ogni cimitero e diviso lo spazio in bosco, prato, tombe e tutto il resto: cemento, edifici di servizio e simili. Hanno misurato anche la distanza dal paese più vicino e, con la banca dati europea CORINE Land Cover sull'uso del suolo, il tipo di paesaggio in quattro anelli intorno al cimitero, a 1, 5, 10 e 25 km.
Con questi dati hanno costruito modelli statistici per capire cosa spiega la varietà di orchidee, e ne sono usciti due risultati principali:
- andando verso nord la varietà cala, ma il massimo non sta all'estremo sud: c'è una fascia di latitudine intermedia dove le orchidee sono più varie;
- è più alta quando, nel raggio di 25 km, il paesaggio è fatto di città, aree semi-agricole o praterie naturali; tende invece a calare dove nel raggio di 10 km ci sono più campi coltivati, ma questo legame è solo al limite della significatività statistica.
Invece la distanza dal paese e la quota di prato dentro il cimitero non hanno fatto differenze statisticamente rilevanti.
Francia: poche orchidee, molte altre piante
La Francia, nello studio sulle orchidee, sembra un deserto: una pianta in 50 cimiteri. Un altro lavoro, uscito nel 2026 su Urban Ecosystems, guarda la regione di Parigi in un altro modo: mette insieme 40.802 segnalazioni di piante vascolari raccolte in 760 cimiteri dell'Île-de-France fra il 2000 e il 2021. Ne escono 696 specie spontanee, il 45% della flora della regione. Di queste, 593 (l'85%) sono autoctone e 66 sono considerate di interesse per la conservazione. Nei cimiteri di campagna compaiono soprattutto specie legate a brughiere, prati aridi e prati, alcune delle quali sono fra quelle da tutelare.
I due studi non si contraddicono: uno conta le orchidee in un rilievo dedicato, l'altro somma vent'anni di osservazioni su tutte le piante. Ma è un buon esempio di come la domanda e il modo di raccogliere i dati decidano il numero che si legge alla fine.
Cosa minaccia le orchidee fra le tombe
Gli autori elencano le pratiche che, secondo quello che hanno visto sul campo, tolgono spazio alle orchidee. La più evidente è il prato rasato: in Irlanda l'88% dei cimiteri visitati era tagliato raso terra almeno in parte, nel Regno Unito il 92%. Nei Paesi del Mediterraneo il problema principale, secondo le loro osservazioni, sono il pascolo eccessivo e l'uso crescente di marmo e cemento, che sostituiscono l'erba fra le tombe.
Poi ci sono i pesticidi, insetticidi compresi, che secondo gli autori lasciano un ambiente adatto quasi solo alle piante infestanti. Ne abbiamo parlato anche a proposito di pesticidi e vita del suolo. In alcuni Paesi, fra cui Albania, Grecia e Serbia, pesa anche la raccolta dei tuberi di orchidea per il salep, che secondo gli autori nei cimiteri va evitata o controllata, rispettando però una tradizione con radici culturali.
Fra le loro proposte:
- tagliare l'erba a mano invece che con il tosaerba, e solo due o tre volte l'anno;
- non aprire nuove file di tombe sulle zone più ricche di piante, che spesso stanno ai margini del cimitero;
- decorare le tombe con piante del posto invece che con specie ornamentali.
E i cimiteri italiani?
Nello studio l'Italia non c'è. Gli autori scrivono che i cimiteri di Italia, Belgio, Portogallo e Paesi Bassi, per tradizioni di sepoltura e modi di gestione simili a quelli di Francia e Spagna, potrebbero offrire poco spazio alla biodiversità, e che estendere i rilievi a questi Paesi è una priorità.
È un'ipotesi e non una misura, e il caso dell'Île-de-France mostra che anche dove le orchidee mancano un cimitero può ospitare molte altre piante spontanee. Per saperlo davvero servirebbe fare quello che hanno fatto a Debrecen: andare a vedere, cimitero per cimitero, e contare.
Contare invece di stimare
A noi questo modo di lavorare è familiare. Nei boschi di Silva il carbonio si calcola con un censimento totale: ogni albero ha un identificativo fisico, l'Arbotag, e viene misurato uno per uno, invece di ricavare il dato di tutto il bosco da qualche area campione. È più lento, ma ogni numero si può ricondurre a una pianta precisa e ricontrollare al rilievo successivo, come le orchidee contate in questo studio.
Cosa lo studio non dice
I limiti li indicano in parte gli autori stessi. Le orchidee dipendono molto dal suolo e dai funghi con cui vivono in simbiosi, ma i ricercatori non avevano dati coerenti sulla geologia dei siti e non hanno campionato il terreno: questo fattore resta fuori dai modelli.
Il campione è sbilanciato verso l'Europa centro-orientale e il Mediterraneo orientale, e mancano grandi Paesi come l'Italia e la Germania. I rilievi risalgono al periodo 2015-2019, quindi la situazione di alcuni siti può essere cambiata. Infine, i dati di campo non sono pubblici: secondo lo studio si possono avere su richiesta.
Fonti
- J. Nagy, V. Löki, Z. Vitál e altri, Life after death: Hidden diversity of orchids across European cemeteries, Global Ecology and Conservation 60, e03613, 2025
- J. Vallet, What role can cemeteries play in conserving plant biodiversity in different urbanisation contexts?, Urban Ecosystems 29, 2026
- Foto di copertina: T (tanyabarrow), Unsplash