Il tuo stabilimento sta in mezzo ai campi e nel piano di sostenibilità qualcuno cita il Farmland Bird Index, l'indicatore che usa gli uccelli come bioindicatori dello stato delle campagne. In breve: è la media degli andamenti di popolazione di 28 specie comuni degli ambienti agricoli, contate ogni primavera con lo stesso protocollo, e in Italia nel 2025 valeva 66,51 contro 100 nel 2000. Dice molto sul paesaggio agricolo di una regione o del Paese e quasi niente su un singolo sito: per quello servono dati raccolti lì.

Che cos'è il Farmland Bird Index e perché gli uccelli fanno da bioindicatori

Nel lavoro che nel 2005 ha fissato il metodo dell'indicatore europeo, Gregory e colleghi (2005) spiegano come sono state scelte le specie: dovevano avere un areale europeo ampio, essere abbastanza abbondanti da poter essere contate con precisione e dipendere da un tipo di ambiente, in questo caso quello agricolo. La classificazione per habitat si è basata sul giudizio di esperti.

Gli uccelli si prestano bene perché molte specie sono diffuse e abbastanza abbondanti da essere contate con precisione, e in molti Paesi europei ci sono volontari esperti che li contano da decenni con protocolli comparabili, cioè punti d'ascolto, transetti e mappaggio dei territori. Se molte specie legate ai campi calano insieme in Paesi diversi, il sospetto cade sul modo in cui si coltiva, ed è quello che ha verificato lo studio di cui parliamo più avanti.

L'indice si costruisce in tre passaggi. Per ogni specie si calcola l'andamento della popolazione anno per anno, con modelli statistici (il programma TRIM, basato su modelli log-lineari di Poisson). A scala europea gli indici nazionali si pesano sulla popolazione di ciascun Paese. Infine gli andamenti delle specie si combinano in una media geometrica, che Gregory e colleghi preferiscono a quella aritmetica perché trattano il passaggio di un indice da 100 a 200 come equivalente, e opposto, a un calo da 100 a 50. Se le specie che crescono e quelle che calano si bilanciano, l'indice resta piatto; se prevalgono i cali, scende.

Quanto è sceso l'indice in Italia e in Europa

I valori più recenti vengono dal rapporto 2025 della Rete Nazionale della PAC e della Lipu per l'Italia e dall'aggiornamento 2025 del PECBMS, il programma paneuropeo di monitoraggio degli uccelli comuni coordinato da BirdLife International e dall'European Bird Census Council, per l'Europa. I periodi sono diversi: l'Italia parte dal 2000, l'Europa dal 1980.

IndicatoreAreaPeriodoSpecieVariazione
Farmland Bird IndexItalia2000-202528-33,5% (indice 66,51)
Indice delle praterie montaneItalia2000-202513-29,9% (indice 70,10)
Farmland Bird IndexEuropa1980-202439-58%
Farmland Bird IndexUnione europea1980-202439-52%
Indice degli uccelli di boscoEuropa1980-202434-10%
Indice di tutte le specie comuniEuropa1980-2024168-19%

Delle 28 specie dell'indice italiano, il 71% è in declino significativo. I cali maggiori dal 2000 sono quelli del torcicollo (-76%), del calandro (-73%), del saltimpalo (-71%) e dell'averla piccola (-65%), la specie che vedi in copertina. Nelle sei zone ornitologiche in cui il rapporto divide il Paese l'indice scende ovunque tranne che in quella alpina, stabile; nelle pianure alluvionali il calo ha superato il 50% (-50,19%). Le specie in aumento sono soprattutto generaliste abituate agli ambienti antropizzati, come i corvidi.

La tabella che segue riporta, per alcune specie, la variazione media annua stimata sull'intero periodo con il suo errore standard: è il dato che il rapporto usa per assegnare ogni specie a una classe di andamento, insieme alla precisione della stima.

SpecieVariazione media annua 2000-2025 (± errore standard)
Torcicollo (Jynx torquilla)-5,64% (± 0,31)
Saltimpalo (Saxicola rubicola)-5,62% (± 0,18)
Averla piccola (Lanius collurio)-3,87% (± 0,21)
Verdone (Chloris chloris)-3,39% (± 0,12)
Calandro (Anthus campestris)-3,29% (± 0,44)
Passera mattugia (Passer montanus)-2,96% (± 0,17)
Passera d'Italia (Passer italiae)-2,87% (± 0,12)
Allodola (Alauda arvensis)-2,63% (± 0,16)
Rondine (Hirundo rustica)-1,75% (± 0,12)
Gazza (Pica pica)+1,68% (± 0,10)

Perché calano gli uccelli delle campagne

La spiegazione più solida viene da uno studio pubblicato su PNAS nel 2023 da Rigal e da una cinquantina di coautori. Hanno messo in relazione gli andamenti di 170 specie comuni, contate in oltre 20.000 siti di 28 Paesi europei fra il 1980 e il 2016, con quattro pressioni: intensificazione agricola, variazione della copertura forestale, urbanizzazione e aumento delle temperature.

In quei 37 anni l'abbondanza degli uccelli comuni è scesa del 25,4% (± 2,8), quella delle specie agricole del 56,8% (± 4,9), quella delle specie di bosco del 17,7% (± 9,0). Fra le quattro pressioni, l'intensificazione agricola, misurata come quota della superficie coltivata occupata da aziende ad alto impiego di pesticidi e fertilizzanti, risulta quella con l'effetto negativo prevalente. Nei Paesi con aziende agricole più piccole le popolazioni stanno meglio, e gli autori ne deducono che anche la crescita delle dimensioni delle aziende contribuisca al declino, probabilmente perché riduce la varietà degli ambienti.

Gli autori ammettono che i dati sull'uso di pesticidi e fertilizzanti sono ancora molto grossolani e non permettono di capire i meccanismi dietro la relazione trovata. Il metodo con cui collegano pressioni e andamenti è quello che loro stessi chiamano quasi causale: secondo noi indica un legame forte, ma resta un'analisi di serie storiche, non un esperimento.

Come si contano gli uccelli per il Farmland Bird Index italiano

Il protocollo italiano, descritto nel rapporto Lipu, divide il territorio in particelle di 10 per 10 chilometri e ne monitora almeno 500 ogni anno. In ogni particella si fanno almeno 15 punti d'ascolto, ciascuno in un quadrato di un chilometro di lato estratto a caso. Ogni punto dura 10 minuti, si fa all'alba, fra maggio e giugno, con buon tempo, e il rilevatore annota tutte le specie che sente o vede, con la posizione GPS e i dati ambientali. Nel 2025 i rilevatori sono stati 140, le particelle 635, gli uccelli contati 102.653, per 93.000 minuti di ascolto.

È lo stesso metodo che descriviamo nel confronto fra registratori acustici e punti d'ascolto: i rilevatori sono esperti, i tempi e le stagioni sono fissi, e i luoghi sono scelti a caso, così che gli anni si possano confrontare fra loro. I dati italiani confluiscono ogni anno nel database europeo del PECBMS.

Cosa dice e cosa non dice di un territorio

Il Farmland Bird Index fotografa l'andamento delle campagne a scala nazionale o di zona ornitologica, mediato su centinaia di particelle. Un sito aziendale di 50 ettari è appena lo 0,5% di una particella da 100 chilometri quadrati, non è detto che quella particella sia fra quelle monitorate, e l'indice non può dire se le siepi piantate attorno al tuo capannone hanno funzionato.

Ci sono poi i limiti dichiarati da chi lo calcola. Il PECBMS raccomanda cautela nel leggere le variazioni da un anno all'altro. Il rapporto italiano avverte che la classe di andamento di una specie può cambiare con un anno di dati in più, quando una tendenza già in atto diventa statisticamente significativa. Gregory e colleghi riconoscevano che la scelta delle specie e la loro classificazione per habitat possono introdurre distorsioni.

Per chi deve rendicontare, l'indice è un buon dato di contesto: dice se il sito si trova in una zona dove gli uccelli delle campagne stanno peggio o meglio della media. Il dato sul sito, cioè quali specie lo frequentano e come cambiano nel tempo, va prodotto sul posto, con un metodo ripetibile. Nella nostra guida a cosa si misura nel monitoraggio della biodiversità trovi gli altri indicatori che servono, e in quella sugli indici di Shannon e i numeri di Hill come si riassume la ricchezza di specie di un sito.

Le specie del Farmland Bird Index come riferimento per un sito aziendale

Nel nostro monitoraggio della biodiversità per le aziende le stazioni Bird House registrano i canti con un microfono 24 ore su 24, e le specie si riconoscono con BirdNET, l'algoritmo del Cornell Lab of Ornithology di cui abbiamo discusso l'affidabilità nel riconoscere gli uccelli dal canto. Ogni rilevazione ha data, luogo e provenienza, i canti originali restano consultabili e i dati confluiscono in un indice di biodiversità per area, con una baseline iniziale e un monitoraggio pluriennale. Secondo noi, per un sito in zona agricola l'elenco delle 28 specie del Farmland Bird Index è un buon punto di partenza per decidere quali specie seguire: se allodola, averla piccola o saltimpalo compaiono nelle registrazioni, il dato del sito si può leggere accanto all'andamento nazionale di quelle stesse specie.

Se il tuo sito confina con campi, prati o siepi, il primo passo è scaricare il rapporto italiano e guardare la zona ornitologica in cui ricade e le specie indicatrici di quella zona. Poi conviene fissare un monitoraggio ripetuto ogni anno nella stessa stagione, che è la condizione che rende confrontabili gli anni anche nel Farmland Bird Index. Se vuoi impostarlo con noi, qui trovi come misuriamo la biodiversità di un sito produttivo.

Fonti