Quando un campo diventa un impianto fotovoltaico a terra, prima o poi qualcuno chiede cosa è successo alla natura che c'era: l'ente che autorizza, un cliente che compra l'energia, chi scrive il bilancio di sostenibilità. Il monitoraggio della biodiversità in un parco fotovoltaico, per rispondere sul serio, ha bisogno di tre cose: più di un gruppo di specie, rilievi ripetuti nei mesi in cui quelle specie sono attive, e un termine di confronto fuori dall'impianto. Due studi inglesi, uno di notte sui pipistrelli e uno di giorno sugli impollinatori, mostrano come si fa e cosa si rischia di non vedere.
Cosa hanno registrato di notte in 19 parchi solari inglesi
Elizabeth Tinsley e colleghi delle università di Bristol e Stirling hanno pubblicato nel 2023 sul Journal of Applied Ecology un confronto a coppie fra parchi fotovoltaici e campi senza pannelli, dedicato ai pipistrelli. Hanno scelto 19 impianti a terra nel sud-ovest dell'Inghilterra e, per ognuno, un campo di controllo della stessa proprietà, simile per dimensioni, uso del suolo e siepi di confine. In ogni campo un registratore di ultrasuoni stava lungo la siepe e un altro al centro, in aperto: quattro registratori accesi insieme per sette notti consecutive. In tutto hanno raccolto 51.464 sequenze di richiami, i suoni ad alta frequenza che i pipistrelli usano per orientarsi: ogni sequenza conta come un passaggio.
| Passaggi di pipistrello per notte e per sito, media ± deviazione standard | Siepe, campo di controllo | Siepe, parco solare | Centro, campo di controllo | Centro, parco solare |
|---|---|---|---|---|
| Tutte le specie | 193,95 ± 327,67 | 103,84 ± 160 | 67,14 ± 120,64 | 22,02 ± 19,31 |
| Pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus) | 89,14 ± 163,04 | 53,8 ± 121,64 | 33,11 ± 96,48 | 4,53 ± 5,46 |
| Vespertilioni del genere Myotis | 43,73 ± 103,92 | 19,02 ± 39,85 | 6,88 ± 15,26 | 5,68 ± 6,68 |
| Nottole (Nyctalus) | 9,65 ± 13,65 | 6,76 ± 9,56 | 11 ± 15,14 | 5,81 ± 7,24 |
Fonte: Tinsley e altri, Journal of Applied Ecology, 2023, tabella 1 (sette notti in 19 siti per colonna, versione con i dati di Myotis corretti dopo la prima pubblicazione).
Le deviazioni standard spesso più grandi delle medie dicono che da un sito all'altro l'attività cambia moltissimo: per questo il confronto va fatto a coppie, con modelli statistici che tengono conto di quale parco è abbinato a quale controllo. Con questi modelli l'attività di sei degli otto gruppi analizzati è risultata più bassa per effetto dei pannelli. Il pipistrello nano e le nottole erano meno attivi nei parchi sia lungo le siepi sia al centro; i Myotis e il serotino comune lungo le siepi; il pipistrello pigmeo e gli orecchioni nei campi aperti. Il numero di specie, invece, non risultava diverso fra parco e controllo: cambiava fra siepe e centro, più alto lungo le siepi. Un monitoraggio che contasse solo le specie presenti non avrebbe visto differenze fra parco e controllo.
Come si monitora la biodiversità in un parco fotovoltaico: lo schema dei due studi
Il secondo lavoro è di Hollie Blaydes e colleghi delle università di Lancaster e Reading, uscito nel 2024 su Ecological Solutions and Evidence. Hanno contato api, bombi, farfalle, sirfidi (mosche che somigliano a piccole api) e falene lungo transetti, cioè percorsi fissi a piedi lungo cui si contano gli insetti, in 15 parchi solari inglesi nel 2021, misurando insieme i fiori disponibili fra le file di pannelli e, con una carta di copertura del suolo e foto aeree, il paesaggio intorno. Messi uno accanto all'altro, i due protocolli sono un buon punto di partenza per un piano di monitoraggio.
| Pipistrelli (Tinsley e altri, 2023) | Impollinatori (Blaydes e altri, 2024) | |
|---|---|---|
| Strumento | registratori di ultrasuoni fissi su treppiede a 1,27 m, da 30 minuti prima del tramonto a 30 minuti dopo l'alba | transetti a piedi di 100 m, osservando 2 m per lato e 4 m davanti, circa 5 minuti ciascuno; un quadrato di 1 m² per i fiori |
| Dove | lungo la siepe di confine e al centro del campo, i due registratori ad almeno 50 m l'uno dall'altro | 10 punti distribuiti a caso fra le file di pannelli |
| Quando | fra luglio e ottobre, nel 2019 e nel 2020, solo con tempo adatto: niente pioggia, poco vento, oltre 10 °C | una visita al mese a luglio, agosto e settembre 2021 (meno visite in due parchi, per i permessi), per lo più fra le 9 e le 16, con tempo caldo e luminoso |
| Sforzo | 7 notti consecutive, quattro registratori in contemporanea per ogni coppia | 10 transetti per visita, 420 in tutto |
| Confronto | campo senza pannelli della stessa proprietà, a non meno di 500 m | nessun controllo esterno; paesaggio misurato entro 500 m e fra 500 m e 1 km |
| Riconoscimento | classificatore automatico, poi verifica manuale delle specie e controllo a campione dello 0,5% dei file | bombi, api da miele e farfalle fino alla specie, gli altri gruppi al livello più basso possibile |
Fonti: Tinsley e altri, 2023, paragrafi 2.1 e 2.2; Blaydes e altri, 2024, paragrafo 2.1.
Il protocollo dei pipistrelli è quello che ti serve se la domanda è "il parco ha cambiato qualcosa?": senza un campo di controllo misurato nelle stesse notti, una differenza fra un anno e l'altro può dipendere dal meteo. Se hai a disposizione anche dati raccolti prima della costruzione, il disegno si completa con il confronto prima e dopo, quello che abbiamo descritto parlando di come si verifica se un intervento per la biodiversità funziona. Il protocollo degli impollinatori risponde a un'altra domanda, cioè cosa vive oggi nel parco e da cosa dipende, ed è quello che serve per decidere come gestire il prato sotto i pannelli.
Di giorno, fra i pannelli: cosa contano i transetti
Nei 15 parchi Blaydes e colleghi hanno registrato 1.397 impollinatori: 899 farfalle (64%), 171 sirfidi (12%), 161 bombi (12%), 157 falene (11%) e nove api da miele. I bombi sono comparsi solo nel 67% dei parchi. La maggior parte delle almeno 30 specie osservate era comune e generalista; la più frequente era la farfalla Maniola jurtina, con 396 individui.
Il mese della visita cambia molto il risultato. A luglio ogni transetto contava in media 2,0 ± 0,1 specie di farfalle e 6,0 ± 0,5 individui; ad agosto 0,3 ± 0,05 specie e 0,4 ± 0,07 individui (media ± errore standard). Una sola visita ad agosto avrebbe descritto un parco quasi senza farfalle. Anche i fiori cambiavano molto: in media 1 ± 0,06 specie in fiore per metro quadrato e una copertura fiorita del 9,0 ± 1,0% nei rilievi di luglio e agosto, da zero in due parchi fino al 30,2 ± 4,8% in un altro. La ricchezza di specie in fiore è stata la caratteristica del sito più legata a bombi, farfalle e sirfidi.
Manca invece un gruppo intero: di api solitarie non ne è stata vista nessuna, e gli autori scrivono che può dipendere da una vera scarsità o dal metodo: per queste api funzionano meglio le trappole colorate e i nidi trappola per le specie che nidificano nelle cavità, e una combinazione di metodi darebbe un quadro più completo. Se monitori con un solo strumento, una parte delle specie del sito resta fuori dal dato. Sulle api selvatiche nei parchi solari olandesi, misurate con un confronto esterno, trovi i risultati in questo nostro articolo.
Cosa cambia per chi gestisce o compra energia da un parco solare
Nella loro rassegna del 2021 su Renewable and Sustainable Energy Reviews, che ha esaminato 185 articoli per valutare 27 pratiche di gestione applicabili ai parchi solari, con un'attenzione all'Europa nord-occidentale, Blaydes e colleghi scrivono che monitorare sia l'habitat creato sia gli impollinatori è essenziale per sapere se gli interventi funzionano, soprattutto nel lungo periodo. Tinsley e colleghi arrivano alla stessa conclusione dalla parte dei pipistrelli: dove servono misure di mitigazione, come mantenere e migliorare le siepi di confine o ridurre la densità dei pannelli, l'attività va monitorata per periodi lunghi.
Tradotto in un capitolato, per un parco fotovoltaico vuol dire almeno un gruppo notturno e uno diurno, rilievi distribuiti nella stagione e non concentrati in un mese, punti sia al centro sia lungo i margini, e un campo di riferimento fuori dall'impianto. È lo stesso ragionamento che proponiamo per qualsiasi sito, descritto nella guida sul monitoraggio della biodiversità per le aziende: il dato deve permettere un confronto, nel tempo o con un controllo, altrimenti resta una lista di specie.
Come lo facciamo noi
Per il monitoraggio della biodiversità nei siti aziendali usiamo le stazioni Bird House: un microfono che registra i canti, sensori di microclima e alimentazione solare per funzionare ovunque. Le specie di uccelli si riconoscono dai canti con BirdNET, il modello del Cornell Lab of Ornithology, e ogni rilevazione ha data, luogo e provenienza; il satellite del programma Copernicus aggiunge copertura del suolo e stato della vegetazione. Prima di installare, i nostri biologi fanno un sopralluogo e definiscono il piano di monitoraggio, che parte dallo stato iniziale del sito. Le nostre stazioni ascoltano gli uccelli, non gli ultrasuoni dei pipistrelli né gli insetti: in un parco solare, come mostrano i due studi, vanno affiancate a registratori per pipistrelli e a transetti per gli impollinatori se vuoi un quadro completo.
Cosa questi studi non dicono
Lo studio sui pipistrelli confronta parchi e controlli nello stesso periodo, ma non ha misure di prima della costruzione, copre una sola regione inglese e i mesi fra luglio e ottobre. Gli autori scrivono che servono altre ricerche per capire perché alcuni pipistrelli evitano i parchi, per esempio se i pannelli riducono gli insetti di cui si nutrono. Lo studio sugli impollinatori ha un solo anno di dati, non conosce la gestione della maggior parte dei parchi (in due c'erano pecore, gli altri sembravano falciati con intensità diverse) e non ha un controllo esterno: gli autori notano che i valori trovati sembrano stare nella parte bassa di quelli di ambienti simili, ma avvertono che serve altra ricerca per isolare l'effetto dei parchi solari rispetto a quegli ambienti. Nessuno dei due riguarda l'Italia: in un impianto italiano i mesi e i gruppi da monitorare vanno ricalibrati sul clima e sulle specie del sito.
Fonti
- Tinsley E., Froidevaux J. S. P., Zsebők S., Szabadi K. L., Jones G., Renewable energies and biodiversity: Impact of ground-mounted solar photovoltaic sites on bat activity, Journal of Applied Ecology, 2023
- Blaydes H., Potts S. G., Whyatt J. D., Armstrong A., On-site floral resources and surrounding landscape characteristics impact pollinator biodiversity at solar parks, Ecological Solutions and Evidence, 2024
- Blaydes H., Potts S. G., Whyatt J. D., Armstrong A., Opportunities to enhance pollinator biodiversity in solar parks, Renewable and Sustainable Energy Reviews, 2021
- Foto di copertina: Andres Siimon, Unsplash