La motosega si sente la mattina presto. Quando esci di casa il platano del marciapiede è già a terra, oppure è rimasto un tronco con quattro moncherini al posto della chioma. Viene da chiedersi chi l'abbia deciso e se fosse permesso. Quasi sempre la risposta non è sul posto, e il tempo per chiederla è poco: dopo qualche giorno il legno è stato portato via e resta solo un ceppo.
Non ogni taglio è un abuso. Un albero può essere malato o instabile, e abbatterlo può essere la scelta giusta. Ma di regola serve un'autorizzazione, e chiedere quale sia è legittimo. Questa guida serve a capire quando un taglio merita una segnalazione e come farla arrivare a chi deve occuparsene.
Prima di tutto: guarda e fotografa
Sul posto conviene cercare un cartello di cantiere o un'ordinanza affissa: di solito riportano l'ente che ha commissionato il lavoro e il numero dell'atto. Se non c'è nulla, è già un'informazione utile.
Poi le foto. Servono immagini chiare dell'albero o di quello che ne resta, del contesto (la strada, un numero civico, un'insegna) e, se il lavoro è in corso, dei mezzi impiegati. Con la posizione attiva sul telefono le coordinate restano salvate nel file e aiutano a dimostrare il luogo. Conserva gli originali: inoltrate via chat, le foto spesso perdono queste informazioni. Un appunto con data e ora completa il quadro.
Le regole che proteggono gli alberi
Non esiste una sola legge sugli alberi di città. Le tutele si sommano, e quella che conta dipende dall'albero e dal luogo.
Il caso più protetto è quello degli alberi monumentali. La legge 10 del 2013 tutela gli alberi riconosciuti come monumentali, cioè quelli che possono essere considerati un "raro esempio di maestosità e longevità". Abbatterli richiede un'autorizzazione del Comune con il parere vincolante del Ministero dell'agricoltura. Chi li abbatte o li danneggia gravemente rischia una sanzione da 5.000 a 100.000 euro. Il riconoscimento spetta alle Regioni, e nell'attesa la tutela si applica già agli alberi proposti.
Poi ci sono i boschi. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio, all'articolo 142, sottopone a vincolo paesaggistico per legge "i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco". Un taglio dentro un'area boscata non è mai solo una questione di giardinaggio.
Contano anche i nidi. La legge 157 del 1992 vieta di "distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova". In primavera un abbattimento o una potatura pesante possono ricadere in questo divieto anche quando l'albero in sé non ha tutele particolari.
Infine i regolamenti comunali del verde, la tutela più vicina e spesso la più precisa. Prendiamo quello di Roma, approvato nel 2021. Considera di interesse ambientale e paesaggistico gli alberi con una circonferenza superiore a 78,5 centimetri misurata a 1,30 metri dal colletto, cioè dalla base del tronco, e vieta di abbatterli senza un'autorizzazione preventiva del Dipartimento Tutela Ambientale, anche quando si trovano in un giardino privato. Le potature vanno fatte rispettando la nidificazione, escludendo di norma i mesi da aprile a luglio, e da marzo ad agosto gli alberi con nidi non si potano. E la capitozzatura, il taglio che riduce l'albero a tronco e grosse branche, è vietata dall'articolo 33. Ogni Comune ha il suo regolamento, quasi sempre pubblicato sul sito istituzionale: vale la pena leggere quello della propria città prima di scrivere.
A chi scrivere
Se il taglio è in corso e ti sembra un abuso, la strada più rapida è chiamare la Polizia locale o il 112: possono arrivare finché i lavori sono in corso e chiedere i documenti.
A lavori finiti, la segnalazione scritta va al Comune, all'ufficio che si occupa del verde. Il canale giusto è la posta elettronica certificata, perché lascia una prova di invio e di ricezione. Chi non ha la PEC può scrivere all'ufficio protocollo del Comune o consegnare la segnalazione a mano, facendosi dare il numero di protocollo. Se l'albero era in un'area vincolata o in un bosco, conviene mettere in copia la Soprintendenza e i Carabinieri forestali. Nella segnalazione servono il luogo preciso, la data, le foto, una descrizione dei fatti senza aggettivi e una domanda chiara: con quale atto è stato autorizzato il taglio, e chi lo ha eseguito.
Un dossier già pronto: come funziona LINFA
Mettere insieme tutto questo da soli richiede tempo: trovare l'ufficio, l'indirizzo PEC, le norme da citare. Per questo abbiamo creato LINFA, una piattaforma civica gratuita e open source promossa da Piantando.
Si apre il modulo di segnalazione, si caricano fino a tre foto, si indica il luogo e il tipo di danno: taglio, capitozzatura, potatura drastica, radici danneggiate. LINFA restituisce un dossier in PDF con le foto, le coordinate, i riferimenti normativi e gli indirizzi PEC degli enti competenti, presi da un archivio di circa 8.000 enti. La segnalazione compare anche su una mappa pubblica, senza il nome di chi l'ha fatta. Il modulo chiede nome, cognome e codice fiscale; l'email è facoltativa.
L'invio lo fai tu, dalla tua PEC: LINFA non scrive al posto tuo, quindi la segnalazione porta la tua firma e la risposta arriva a te. La guida di LINFA spiega passo per passo cosa scrivere e a chi mandarlo.
Dopo l'invio
Conserva la ricevuta della PEC e il dossier. Se la risposta non arriva, un sollecito che richiama la prima segnalazione con la sua data è più efficace di una nuova lettera. Se invece arriva l'atto di autorizzazione, saprai chi ha deciso il taglio e con quale motivazione.
Per sapere quanto vale un singolo albero cittadino, in legno e in carbonio, abbiamo raccontato uno studio sugli alberi isolati in città.
Fonti
- Repubblica Italiana, Legge 14 gennaio 2013, n. 10, Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, 2013, testo vigente
- Repubblica Italiana, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 142, 2004
- Repubblica Italiana, Legge 11 febbraio 1992, n. 157, art. 21, 1992
- Roma Capitale, Regolamento capitolino del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano, Delibera dell'Assemblea Capitolina n. 17, 2021
- Piantando, LINFA, documenta i danni al verde urbano, 2026
- Foto di copertina: Shiola Odan su Unsplash