A fine giornata restano i sacchi allineati sulla sabbia, una foto di gruppo e una domanda che arriva puntuale dall'ufficio sostenibilità: quanto abbiamo fatto, davvero? Per misurare l'impatto di una giornata di raccolta rifiuti servono due conti separati. Il primo riguarda i rifiuti: pesati per materiale, su un tratto delimitato, con la ricevuta di chi li smaltisce. Il secondo riguarda le persone che partecipano alla giornata di pulizia (il cleanup), con poche domande uguali prima e dopo. Il numero di sacchi e le stime a occhio non bastano, e gli studi che citiamo qui sotto spiegano perché.

Pesare o contare i rifiuti raccolti?

Il monitoraggio europeo dei rifiuti sulle spiagge conta gli oggetti, uno per uno, su tratti fissi: lo abbiamo raccontato nella guida al monitoraggio dei rifiuti dispersi, e lo stesso metodo è servito a capire cosa resta sulla sabbia dopo un festival in spiaggia. Il conteggio dice che tipo di rifiuti ci sono e da dove arrivano. Il peso serve a un'altra cosa: lo smaltimento si documenta a chili, e le emissioni si calcolano sul peso di ogni materiale.

Dal numero di oggetti si può risalire al peso? Una rassegna pubblicata nel 2024 su Environmental Pollution da Andriolo e Gonçalves ha raccolto 80 pubblicazioni, da tutto il mondo, che riportavano sia il numero sia il peso dei rifiuti spiaggiati più grandi, i macrorifiuti. Questi sono i valori che ne escono.

MisuraTutti i rifiutiSolo plastica
Peso medio di un oggetto, con deviazione standard19,5 ± 20,3 g12,9 ± 13,8 g
Peso mediano di un oggetto13,4 g9 g

Fonte: Andriolo e Gonçalves, 2024, rassegna di 80 pubblicazioni sui macrorifiuti spiaggiati.

La deviazione standard è più grande della media. Vuol dire che due giornate con lo stesso numero di oggetti possono dare pesi molto diversi, se in una si raccolgono tappi e mozziconi e nell'altra bottiglie e cassette. Gli autori propongono questi valori per stimare il peso a partire dai censimenti visivi e dalle immagini telerilevate. Per il resoconto di una singola giornata, con una variabilità così ampia, noi preferiamo mettere i sacchi su una bilancia. Quando si comunica il risultato, va ricordato che nella rassegna la plastica è l'80% degli oggetti ma il 51% del peso, quindi un resoconto fatto solo di chili la fa sembrare meno presente di quanto sia sulla spiaggia.

Come misurare l'impatto della giornata di raccolta: cosa registrare

Per confrontare le giornate nel tempo servono poche informazioni, prese sempre allo stesso modo. Il programma di raccolta della Marine Conservation Society, analizzato da Nelms e colleghi nel 2017 su Science of the Total Environment con dieci anni di dati dei volontari sulle coste britanniche (2005-2014), registra il numero di volontari, la durata della raccolta e la distanza percorsa. Sono proprio queste informazioni, scrivono gli autori, a permettere di correggere i dati per lo sforzo impiegato, cosa che molti progetti di scienza partecipata non fanno. Per un cleanup aziendale lo schema è simile.

DatoCome si raccoglieA cosa serve
Peso per materialesacchi separati per tipologia, bilancia, foto del displaysmaltimento e calcolo delle emissioni
Tratto pulitolunghezza o superficie misurata, coordinate GPSconfronto fra giornate sullo stesso sito
Persone e orefoglio presenze con orario di inizio e finerapporto fra rifiuti raccolti e sforzo
Destinazione dei rifiutiricevuta del gestore che li ritiraprova di dove sono finiti i chili dichiarati
Effetto sui partecipantidue o tre domande, prima e dopo, sulla stessa scalamisura del cambiamento, invece di un'impressione

Quanto dura l'effetto di una giornata di pulizia?

Quanto ci mette una spiaggia pulita a riempirsi di nuovo lo hanno studiato Haarr e colleghi, su Marine Pollution Bulletin nel 2024. Hanno seguito tre spiagge artiche delle isole Lofoten, in Norvegia, con rilievi ogni due settimane per 31 mesi. Hanno stimato un arrivo medio di 10 oggetti ogni 100 metri al giorno e un tempo di permanenza mediano di 99 giorni: i rifiuti arrivano, restano sulla spiaggia per un periodo e poi tornano in mare o finiscono sepolti. Gli oggetti più pesanti e quelli più in alto sulla spiaggia restano più a lungo, ma anche loro si spostano. Secondo gli autori, in quelle spiagge pulizie frequenti, anche più piccole, possono togliere dall'ambiente da 3 a 4 volte più rifiuti di pulizie grandi e rare, e con risorse limitate conviene concentrarle nel tardo autunno.

Le Lofoten non sono una spiaggia del Tirreno, e i numeri non si trasferiscono. Vale però il principio per cui una giornata singola fotografa i rifiuti accumulati fino a quel momento, non dice quanti ne arrivano. Per un'azienda che vuole un dato utile anche l'anno dopo, conviene tornare sullo stesso tratto, misurato allo stesso modo.

L'effetto sulle persone: cosa ha misurato un esperimento sulla costa inglese

Resta da misurare cosa rimane a chi partecipa. Wyles e colleghi, su Environment and Behavior nel 2017, hanno assegnato 90 studenti universitari a tre attività di circa 90 minuti a Mount Batten, nel Devon: una raccolta di rifiuti col protocollo della Marine Conservation Society, l'osservazione delle pozze di marea e una passeggiata costiera. Ogni partecipante ha compilato un questionario prima, uno subito dopo e uno a una settimana di distanza.

Misura e scalaRaccolta rifiutiPozze di mareaPasseggiata
Attività vissuta come significativa, da 1 a 7, subito dopo5,334,684,37
Ambiente percepito come rigenerante, da 1 a 7, subito dopo4,194,665,03
Intenzione di partecipare a una raccolta futura, da 1 a 5, due giorni prima2,071,932,03
La stessa intenzione, subito dopo2,872,232,23
La stessa intenzione, una settimana dopo2,552,232,23

Fonte: Wyles e colleghi, 2017, medie di 30 partecipanti per gruppo. A una settimana le differenze fra gruppi non sono statisticamente significative.

L'umore era già positivo prima dell'attività, non è cambiato nel tempo e non differiva fra le tre attività. La raccolta è stata giudicata l'attività più significativa, con una differenza statisticamente significativa solo rispetto alla passeggiata, mentre l'ambiente è sembrato meno rigenerante a chi raccoglieva rifiuti, anche qui con una differenza netta solo rispetto alla passeggiata. Nel complesso dei partecipanti, le intenzioni di comportamento sono salite subito dopo e una settimana più tardi erano ancora più alte che all'inizio, salvo quella di tornare alle pozze di marea. Sull'intenzione di partecipare a una raccolta futura, subito dopo l'attività chi aveva raccolto rifiuti dichiarava un valore più alto degli altri due gruppi; prima dell'attività e una settimana dopo, invece, le differenze fra i tre gruppi non erano statisticamente significative. Per quel poco che dice uno studio di una settimana, l'effetto specifico della raccolta sulle intenzioni si vede subito e non è dimostrato che duri.

Come misuriamo i cleanup che organizziamo

Nelle giornate che organizziamo i rifiuti si separano sul posto per tipologia, si pesano con bilance certificate fotografando il display di ogni pesata e si consegnano a gestori autorizzati, che rilasciano una ricevuta con quantità, tipologia e data. Da quei pesi calcoliamo la CO2 equivalente evitata applicando a ogni materiale il suo fattore di emissione e sottraendo le emissioni del trasporto: senza il peso diviso per tipologia il calcolo non si può fare. Lo stesso protocollo vale per tutte le giornate di raccolta pesate e certificate dalle associazioni con cui lavoriamo. Un esempio dal nostro archivio: a Cagliari, nel luglio 2024, 18 volontari hanno raccolto 300 kg di rifiuti su una spiaggia urbana in 5 ore. Per un programma su più siti e più mesi c'è la raccolta dei rifiuti dispersi tracciata chilo per chilo.

Cosa questi studi non dicono

I pesi medi di Andriolo e Gonçalves sono una media mondiale e non sono calcolati sulle spiagge italiane. Le stime di Haarr e colleghi vengono da tre spiagge artiche, con venti, maree e neve diversi da quelli del Mediterraneo. L'esperimento di Wyles e colleghi ha coinvolto studenti, non colleghi di lavoro, e misura intenzioni, non comportamenti: gli autori stessi scrivono che il comportamento reale non è stato osservato e che servirebbero campioni diversi. Nessuno di questi studi misura cosa cambia per la fauna di una spiaggia dopo una singola giornata di pulizia.

Prima della prossima giornata

Decidi il tratto e misuralo, porta sacchi separati per materiale e una bilancia, fai firmare un foglio presenze con gli orari e prepara tre domande da porre prima e dopo, sempre uguali. Se ripeti la giornata sullo stesso sito, il confronto con l'anno precedente diventa il dato più interessante da mettere nel bilancio di sostenibilità. Se vuoi organizzare un cleanup aziendale con i rifiuti pesati e tracciati, possiamo partire dal sito che hai in mente.

Fonti