A Figueira da Foz, sulla costa atlantica del Portogallo, ogni luglio la spiaggia di Praia do Relógio diventa una pista da ballo. Arrivano circa 100.000 persone per l'RFM SOMNII, 72 ore di musica fra pomeriggi e notti, che gli autori dello studio descrivono come il più grande festival su spiaggia del Portogallo. Poi smontano il palco, e un gruppo di ricercatori portoghesi va a contare cosa è rimasto nella sabbia.
Lo hanno fatto per cinque anni, dall'estate 2019 all'estate 2023, e hanno pubblicato i risultati ad aprile 2026 su Environmental Monitoring and Assessment. In 17 campagne hanno raccolto 26.742 oggetti. La mediana, cioè il valore centrale fra tutti i conteggi, è di 329 oggetti ogni 100 metri di spiaggia. Per avere un termine di paragone, gli autori ricordano che la soglia fissata a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato è di 20 oggetti ogni 100 metri.
Il risultato meno scontato però riguarda chi li ha lasciati. Gli oggetti riconoscibili come del festival (bicchieri con il logo, braccialetti, biglietti, fascette), più i mozziconi, attribuiti al festival perché si concentrano sotto il palco, hanno una mediana di 94 oggetti ogni 100 metri. Quelli non attribuibili con certezza al festival arrivano a 235.
Quanti rifiuti restano sulla spiaggia del festival
I ricercatori hanno diviso l'area del festival in tre zone, che corrispondono a tre modi diversi di stare in spiaggia, e in ognuna hanno delimitato un rettangolo di 100 per 50 metri da campionare sempre nello stesso punto.
| Zona | Com'era usata durante il festival | Oggetti ogni 100 m (mediana) | Quota di plastica |
|---|---|---|---|
| STAGE | davanti al palco, dove il pubblico resta per ore | 532 | 89,78% |
| VIP | area con pavimento in moquette, sulla spiaggia alta verso le dune | 329 | 88,68% |
| CHILLOUT | fra i banchi di cibo e bevande e la battigia, per riposarsi | 70 | 96,55% |
| Tutta l'area | 329 | 90,38% |
Fonte: Teixeira e colleghi, 2026. Mediane calcolate su tutte le 17 campagne fra l'estate 2019 e l'estate 2023. Per plastica si intendono i materiali polimerici artificiali, come li classifica il protocollo europeo di monitoraggio dei rifiuti sulle spiagge, mozziconi di sigaretta compresi.
Davanti al palco l'oggetto più frequente è il mozzicone, con una mediana di 117 ogni 100 metri. Fra i primi quindici tipi di rifiuto ci sono sei plastiche monouso: mozziconi; tappi e coperchi; cotton fioc; involucri di snack e stecchi di lecca-lecca; posate, vassoi e cannucce; contenitori per bevande come le bottiglie. Nelle zone VIP e STAGE compaiono anche le fascette in plastica, 33 e 32 ogni 100 metri: servono a montare transenne, cavi e strumenti, e la direttiva europea sul monouso non le include.
La stagione pesa quanto la zona. In estate la mediana sale a 569 oggetti ogni 100 metri, in inverno scende a 184. Sulle coste atlantiche della penisola iberica di solito i picchi si registrano in autunno e in inverno; qui il massimo estivo va di pari passo con la presenza dei turisti.
Come si contano i rifiuti su una spiaggia
Il metodo di riferimento in Europa è quello della convenzione OSPAR, che riunisce i paesi dell'Atlantico nord-orientale. Si sceglie un tratto di 100 metri parallelo alla linea di costa, si raccoglie tutto quello che c'è fra la battigia e il retro della spiaggia, e si classifica ogni oggetto secondo una lista comune di materiali e tipi. Il risultato si esprime in oggetti ogni 100 metri, e così spiagge diverse si possono confrontare.
Su una spiaggia normale funziona. Su una spiaggia con un festival, un solo tratto di 100 metri rischia di cadere tutto davanti al palco o tutto vicino al mare, e di raccontare metà della storia. Per questo gli autori hanno stratificato il campionamento: tre rettangoli fissi, uno per zona, rilevati in ogni stagione da due o tre persone partendo circa due ore prima della bassa marea. Le campagne si facevano solo dopo lo smontaggio completo delle strutture; quelle subito dopo il festival, una o due settimane dopo lo smontaggio.
Poi c'è il problema dell'origine. Un frammento di plastica senza marchio non dice da dove viene. Gli autori hanno attribuito al festival solo gli oggetti riconoscibili, e i mozziconi per come si distribuiscono: abbondano davanti al palco subito dopo le edizioni, molto meno altrove. Per l'analisi hanno usato le mediane invece delle medie, perché pochi conteggi altissimi falserebbero il quadro, e hanno stimato le tendenze nel tempo zona per zona, con un metodo basato anch'esso sulle mediane.
Senza festival e dopo il divieto del monouso
Il periodo di studio ha incluso un esperimento che nessuno avrebbe progettato: nel 2020 e nel 2021 il festival è stato cancellato per la pandemia. Gli oggetti attribuiti al festival sono crollati fra il 2019 e il 2021, per poi risalire nel 2022 con il ritorno del pubblico. Nel 2023 l'organizzazione ha fatto pulizie massicce dopo l'evento, e i conteggi sono scesi di nuovo. Quell'anno, una settimana dopo l'RFM SOMNII, sulla stessa spiaggia e con le stesse strutture si è tenuto anche un secondo festival, il BR FEST.
La statistica però non conferma un miglioramento. Secondo gli autori, per gli oggetti attribuiti al festival il calo non è statisticamente significativo né sull'area intera né in nessuna delle tre zone: le differenze fra un anno e l'altro potrebbero venire fuori anche per caso. Secondo noi non sorprende, con cinque anni di dati di cui due senza festival.
Anche il divieto europeo su piatti, posate e cannucce di plastica, in vigore da luglio 2021 (ne avevamo scritto qui), lascia una traccia: questi oggetti nel 2022 e nel 2023 sono meno che nel 2019, ma non spariscono, soprattutto nelle zone più affollate. Al posto dei bicchieri usa e getta il festival è passato a bicchieri di plastica riutilizzabili, e molti sono finiti comunque nella sabbia, a volte a pezzi. Un bicchiere più robusto lasciato a terra resta un rifiuto, e quando si rompe diventa frammenti, i più difficili da raccogliere. Di riutilizzo e imballaggi avevamo parlato anche a proposito del regolamento europeo sugli imballaggi.
Cosa resta quando la spiaggia sembra pulita
La categoria più numerosa non è un oggetto preciso: sono i frammenti di plastica e polistirolo, fino a 2,5 centimetri e fra 2,5 e 50 centimetri, con mediane oltre 50 ogni 100 metri nelle zone VIP e STAGE. Senza un marchio non si sa da dove vengano, e per questo gli autori ritengono che la parte attribuibile al festival sia probabilmente sottostimata. La plastica non attribuita al festival si accumula di più nella zona VIP, la più lontana dal mare e vicina alle dune: gli autori la collegano a studi mediterranei in cui la vegetazione delle dune trattiene i rifiuti ai margini dei cespugli.
Per chi organizza eventi sulla costa, la proposta degli autori è pratica: dividere l'area per funzione, durante l'evento fare passaggi rapidi nei punti critici (davanti al palco, nei corridoi d'accesso all'area VIP, vicino a cibo e bevande) contando solo gli oggetti più frequenti, come mozziconi, stoviglie e fascette, e usare i rilievi dopo l'evento per decidere dove mettere cestini, personale e cartelli l'anno successivo.
Contare gli oggetti o pesarli
Il conteggio dice cosa c'è e da dove viene, ed è quello che serve per capire se un divieto funziona: 117 mozziconi ogni 100 metri sono un dato che si legge subito. Non dice quanto pesa quel rifiuto, né cosa succede quando finisce in discarica o in un impianto. Un mozzicone e una bottiglia valgono uno ciascuno nel conteggio, e pesi molto diversi sulla bilancia.
Noi di Piantando, con Plastic Pull, misuriamo dal lato del peso. I rifiuti raccolti su spiagge, fiumi e parchi si pesano su bilance certificate e si separano per materiale. Per la frazione secca usiamo un fattore di emissione complessivo di 0,0875 kg di CO2 equivalente per chilo, ricavato dalla sua composizione (plastica non riciclabile 50%, vetro 25%, metalli 10%, inerti 15%) e dai fattori di ciascun materiale, con fonti ISPRA e UNEP. Il conteggio OSPAR e il peso rispondono a domande diverse, e un'azienda che finanzia una pulizia dovrebbe sapere quale delle due sta leggendo nel rapporto che riceve.
Cosa lo studio non dice
Gli autori stessi indicano i limiti. L'attribuzione al festival è incerta per i frammenti senza marchio, per spaghi e cordini e per le fascette, che possono venire da usi diversi; anche i mozziconi sono stati attribuiti al festival per la loro distribuzione, non perché se ne conosca l'origine. Lo schema a tre zone dipende da come è fatto questo festival e non si copia così com'è su un altro evento. E un rilievo fatto settimane dopo non aiuta a decidere durante le 72 ore di musica.
C'è poi un limite che riguarda il numero da cui siamo partiti. Lo studio conta oggetti, non chili, e riguarda una sola spiaggia, nella regione centrale del Portogallo, che nei dati OSPAR dal 2002 al 2020 risulta fra le più inquinate della costa atlantica iberica. Il festival quindi si somma a un problema che c'era già. Gli oggetti non attribuibili con certezza al festival, con una mediana di 235 ogni 100 metri, sono più del doppio di quelli attribuiti al festival e più di dieci volte la soglia europea.
Fonti
- Teixeira Z., Cunha A., Carvalho P. C. S., Gonçalves C. e altri, Stratifying the shoreline: a modified OSPAR framework to monitor event-driven beach litter, Environmental Monitoring and Assessment, 2026 (testo completo su Europe PMC)
- Piantando, metodologia interna di Plastic Pull per il fattore di emissione e la composizione della frazione secca (fonti ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani 2023, e UNEP, Global Plastic Waste Management Outlook); pagina del servizio: Plastic Pull
- Foto di copertina: Trương Tuyết Ly, Unsplash