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Ma quando vi estinguete?!

3 Nov 2019 | Biodiversità

Cerchiamo di trovare un senso a quell’animale che (forse) un senso non ce l’ha.

+++AVVISO+++
Mentre scrivevamo questo articolo, una zanzara ci stava ronzando intorno: chiediamo scusa se qua e là troverai qualche suono di schiaffi o parolaccia volante, ti consigliamo di coprire i rumori fastidiosi con questo pezzo della storia della musica.

L’estate è ormai un ricordo lontano, eppure degli insetti più fastidiosi del pianeta ce ne ricordiamo benissimo, anche perché si aggirano ancora nelle nostre case.

Stiamo parlando ovviamente delle zanzare, piccoli animali volanti che, a causa dei cambiamenti climatici (e quindi anche a causa nostra), ci tengono compagnia ormai per tutto l’anno.

E non sono solo fastidiose: alcune specie di zanzare sono anche considerate fra gli animali più letali per l’uomo. Zika, febbre gialla, febbre del Nilo occidentale, chikungunya e filariosi, fino ad arrivare alla temutissima malaria: la lista delle malattie trasmesse dalle zanzare è lunga, così come quella delle loro vittime, con 725 mila morti l’anno.

“Ma quindi, perché non vi estinguete?”

In seguito all’epidemia del virus Zika, molti hanno dichiarato guerra all’insetto responsabile della diffusione di alcune delle più gravi malattie al mondo.

Questa estate in Cina è successo l’impensabile: i ricercatori dell’Università Sun Yat-Sen di Guangzhou, nel Guangdong, hanno condotto per quattro anni un esperimento sul campo per tenere sotto controllo la popolazione di zanzara tigre asiatica, una delle specie più invasive al mondo. La zanzara tigre (Aedes albopictus) è capace di trasmettere la febbre dengue, il virus Zika e molte altre pericolose patologie.

Attraverso una serie di tecniche di micro-iniezione e radiazioni, gli scienziati hanno allevato e sterilizzato esemplari maschi di questa zanzara e li hanno in seguito liberati per farli accoppiare con esemplari femminili. I ricercatori hanno inoltre esposto gli esemplari maschi a un ceppo di batteri che a sua volta ha reso sterili le femmine. È risultato che, impedendo la procreazione, già durante la sperimentazione la popolazione di questa zanzara era stata quasi eliminata.

Il numero di specie di zanzare selvatiche rilevato ogni anno è così diminuito tra l’83% e il 94% circa e non sono stati rilevati esemplari di zanzare per un massimo di sei settimane.

Ma cosa accadrebbe all’ambiente se da un giorno all’altro le zanzare scomparissero dalla faccia della terra?

La scomoda verità è questa: nessuno sa cosa succederebbe.
Sappiamo però che ognuna delle circa 3.500 di zanzara gioca un ruolo in natura. Nella tundra artica, ad esempio, i maschi di zanzara mangiano nettare, il che li rende importanti impollinatori di alcune colture e di certi fiori. Ci sono specie intere di orchidee che si affidano alle zanzare per la loro impollinazione.

Anche la vita di molti animali è condizionata dalle zanzare: le traiettorie di migrazione dei Caribù in Antartide sono influenzate da questi insetti: per evitare le zanzare, questi erbivori disegnano un percorso molto preciso, ma se scomparissero gli sciami da evitare, cambierebbe il percorso di questi animali e verrebbero negate fonti di nutrimento a tutte le specie che dipendono dai caribù.

Per altre specie, “eradicare le zanzare potrebbe avere conseguenze che non siamo in grado di prevedere”, dice Ann Froschauer dello U.S. Fish and Wildlife Service. Come avevamo anticipato, il problema è che non sappiamo con chiarezza che ruolo rivestano le zanzare nella catena alimentare. Rimuovere un animale dall’ecosistema comporta sempre conseguenze, dice l’ecologo Marm Kilpatrick, della University of California-Santa Cruz. Di quale portata, è difficile stabilirlo, anche se da un punto di vista della salute dell’essere umano avrebbe vantaggi di enorme portata.

Nella realtà, la totale estinzione di tutte le varietà di zanzare sarebbe tanto insensata quanto impossibile. Delle oltre 3000 specie esistenti, solo 200 pungono gli uomini. Solo due specie (Aedes aegypti e forse la Culex quinquefasciatus) sono considerate portatrici del virus zika. Inoltre, come fa notare Jules Pretty, professore di ambiente e società nell’Università dell’Essex, “in numerosi ambienti, specialmente a Nord dell’Artide in cui la loro abbondanza è assolutamente scoraggiante, sono una fonte vitale di cibo per gli animali più in alto nella catena alimentare.”

In poche parole, un’apocalisse di zanzare totale sarebbe una catastrofe: possiamo serenamente affermare che la nostra vita è utile quanto la vita di una fastidiosissima zanzara (potremmo annoverare nella nostra cerchia di amici creature altrettanto noiose): quello che nel “Re Leone” definiscono “Il cerchio della vita” è la biodiversità, e con Piantando quello che cerchiamo di fare è permettere che ogni specie riesca a dare il proprio contributo per far sopravvivere le altre, convivendo in più o meno armonia.

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