Nel registro europeo delle emissioni industriali, l'E-PRTR, chi gestisce una discarica sopra una certa taglia scrive ogni anno quanto metano ha rilasciato e, accanto al numero, indica se lo ha misurato, calcolato o stimato. Per la discarica di Pinto, a sud di Madrid, fra il 2021 e il 2022 quella indicazione è cambiata e, nello stesso passaggio, le emissioni dichiarate sono diventate quasi 40 volte più basse.
Nel 2021 il gestore aveva usato un modello di calcolo dell'agenzia ambientale statunitense (EPA), e il valore dichiarato corrispondeva a 1,55 tonnellate di metano all'ora. Nel 2022 è passato a una misura con celle elettrochimiche e il valore è sceso a 0,04 tonnellate all'ora. Le celle elettrochimiche sono sensori che misurano la concentrazione di un gas in un punto. Il 4 agosto di quello stesso anno un aereo da ricerca ha sorvolato la zona con due strumenti diversi, e, misurando dall'alto, sopra Pinto ne ha stimate fra 4,2 e 5,2.
Cosa ha visto l'aereo sopra Madrid
Lo studio è stato pubblicato a novembre 2025 su Atmospheric Chemistry and Physics da un gruppo dell'Università di Brema, del centro aerospaziale tedesco DLR, dell'istituto Max Planck per la biogeochimica di Jena e dell'università AGH di Cracovia. Il volo, di circa due ore, era una prova della campagna CoMet 2.0 Arctic sull'aereo HALO del DLR.
Sotto c'erano due aree. La discarica di Pinto, aperta nel 1987, circa 1,5 km², che nel 2022 ha ricevuto circa 53.000 tonnellate di rifiuti. Poco più a nord il parco tecnologico di Valdemingómez, che nel 2022 ha ricevuto circa 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti; ne sono finite in discarica, a Las Dehesas, circa 140.000, e accanto c'è la vecchia discarica chiusa di Valdemingómez, dove il gas viene recuperato. Nelle immagini i punti più carichi di metano stavano sopra le parti attive delle discariche, quelle dove si stava scaricando il rifiuto. I pennacchi si seguivano fino a 20 km sottovento.
| Area | Stimato in volo, spettrometro MAMAP2DL | Stimato in volo, lidar CHARM-F | Dichiarato al registro E-PRTR per il 2022 |
|---|---|---|---|
| Pinto | 4,2 t/h (±38%) | 5,2 t/h (±37%) | 0,04 t/h (0,35 kt/anno) |
| Pinto e Valdemingómez insieme | 12,1 t/h (±27%) | 13,3 t/h (±26%) | 0,22 t/h (0,35 + 1,58 kt/anno) |
Tonnellate di metano all'ora; kt sono migliaia di tonnellate. I valori dichiarati sono annuali e sono stati divisi per le ore dell'anno, come fanno gli autori, ipotizzando emissioni costanti; in una sezione lo studio dà per le due aree 0,2. Fonte: Krautwurst e colleghi, 2025.
Nelle conclusioni gli autori riassumono lo scarto in un fattore da 40 a 50, più basso di quello che si ottiene dividendo i valori della tabella, e scrivono che questo fa pensare che una parte importante delle emissioni non venga dichiarata. Le stime precedenti che mettono a confronto, fatte fra il 2016 e il 2021 da terra e da satellite, indicano anch'esse per le due aree emissioni alte, fino a 7-9 tonnellate all'ora.
Il dato dichiarato dalle due aree, negli anni, è andato così:
| Anno | 2016 | 2017 | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | 2022 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Pinto | 1,10 | 1,19 | 1,28 | 1,37 | 1,47 | 1,55 | 0,04 |
| Valdemingómez | 1,02 | 0,70 | 0,82 | 0,94 | 0,29 | 0,33 | 0,18 |
Emissioni di metano dichiarate al registro E-PRTR, in tonnellate all'ora con emissioni ipotizzate costanti. Fonte: Krautwurst e colleghi, 2025, tabella 3.
Come si pesa un pennacchio di metano
L'aereo volava a circa 7,7 km dal suolo. MAMAP2DL è uno spettrometro passivo: legge la luce del sole riflessa dal terreno nell'infrarosso a onde corte e ricava quanto metano c'è in più del normale nella colonna d'aria sotto di sé, su riquadri di circa 110 metri di lato. CHARM-F è un lidar, cioè fa un lavoro simile in modo attivo, con impulsi laser attorno ai 1645 nanometri, ed è il dimostratore di MERLIN, una missione satellitare futura.
Per passare da una mappa a un flusso si usa un bilancio di massa. L'aereo attraversa il pennacchio perpendicolarmente al vento e per ogni tratto si moltiplica il metano in eccesso nella colonna per la velocità del vento e per la lunghezza del tratto: la somma è la quantità di metano che attraversa quella sezione nell'unità di tempo. I passaggi sono stati dieci, sopravento e sottovento, e il flusso di ogni passaggio è la media di più sezioni.
Il punto debole del metodo è il vento. Gli strumenti stanno sopra lo strato d'aria in cui il metano si rimescola, quindi il vento dentro quello strato viene da un modello che ricostruisce il tempo passato combinando osservazioni e simulazioni (la rianalisi ERA5 del centro meteorologico europeo), controllato con le misure di vento prese dallo stesso aereo quando volava dentro lo strato, con uno scarto di 0,05 m/s sulla velocità e di 0,8 gradi sulla direzione. Pesa di più l'altezza dello strato, che da sola vale circa il 20% di errore sul flusso. È un errore sistematico, e gli autori scrivono che non si riduce facendo la media di più passaggi. Altre sorgenti nella zona, nel caso peggiore, potrebbero aggiungere fino a circa 2 tonnellate all'ora. In tutto l'incertezza va dal 25 al 40% circa.
Anche prendendo il limite basso della forchetta di incertezza, sopra Pinto si resta a più di 2,5 tonnellate all'ora contro le 0,04 dichiarate. Che un dato preso dall'alto dipenda da un modello lo avevamo visto anche con la biomassa dei boschi pugliesi stimata dal laser GEDI.
Da dove viene il metano dichiarato dalle discariche
Secondo i dati dell'Agenzia europea dell'ambiente citati nello studio, i rifiuti valgono circa il 24% delle emissioni di metano di origine umana dell'Unione nel 2022, il 18% se si contano solo le discariche.
Il registro E-PRTR è stato istituito con il regolamento europeo 166/2006. Ci finiscono le discariche che ricevono più di 10 tonnellate di rifiuti al giorno o hanno una capacità totale oltre 25.000 tonnellate, e il metano va dichiarato sopra le 100 tonnellate l'anno. Il gestore può usare dati di monitoraggio, fattori di emissione, bilanci di massa, calcoli e anche il giudizio tecnico, e deve dire se il valore è misurato, calcolato o stimato.
Di solito, ricordano gli autori, il calcolo segue i metodi dell'IPCC. Il modello di riferimento, descritto nel capitolo sui rifiuti delle linee guida IPCC (aggiornamento 2019), parte dalla quantità di rifiuti e da quanta parte è carbonio organico che può decomporsi, poi applica la frazione che si decompone davvero e un fattore che tiene conto delle condizioni senza ossigeno. Il metano nasce lì, dalla decomposizione anaerobica della materia organica. Ogni parametro porta la sua incertezza, e l'IPCC la scrive:
- composizione dei rifiuti: ±10% per i paesi con campionamenti regolari, ±30% con studi periodici, oltre un fattore due dove i dati sono scarsi;
- frazione del carbonio organico che si decompone, valore predefinito 0,5: ±20%;
- metano recuperato: ±10% se c'è un contatore, ±50% se non c'è.
Gli autori aggiungono che a livello del singolo sito il modello fatica, perché i punti esatti dove si scarica e le pratiche di gestione sono difficili da prevedere. A Madrid, le emissioni più forti venivano proprio dalle parti attive.
Cosa cambia per chi deve rendicontare le emissioni
Il nostro parere è che la lettera accanto al numero vada letta quanto il numero. Se cambiando metodo il valore di un sito diventa quasi 40 volte più basso da un anno all'altro, chi riceve quel dato, che sia un'azienda che conferisce rifiuti o chi compila un report di sostenibilità, dovrebbe chiedere come è stato prodotto, con quale modello e con quale incertezza. Una misura dall'aereo e un modello annuale rispondono a domande diverse, e a Madrid, messi uno accanto all'altro, differiscono di decine di volte.
Cosa lo studio non dice
È una fotografia di due ore, in una giornata d'agosto, e gli autori scrivono chiaramente che non va estesa con leggerezza alla media annuale. Restano aperte le emissioni notturne e del fine settimana, quando sulla discarica si lavora meno o non si lavora. Parte del metano visto quel giorno potrebbe essersi accumulato nelle ore precedenti; se fosse così, la stima per le due aree scenderebbe a poco più di 9 tonnellate all'ora, sempre molto sopra il dichiarato.
Il vento dentro lo strato rimescolato viene da un modello, e l'errore sull'altezza di quello strato non si cancella con la media. Il testo ha anche qualche piccola incoerenza fra sezioni (13,3 o 13,1 tonnellate all'ora per CHARM-F, 0,17 o 0,18 per il dichiarato di Valdemingómez nel 2022), che non cambia l'ordine di grandezza. Infine i dati del volo non sono pubblici: sono disponibili su richiesta agli autori. Lo studio non dice perché il valore dichiarato sia crollato fra il 2021 e il 2022. Il cambio di metodo è documentato nel registro; che sia la causa del calo è un'ipotesi che gli autori presentano al condizionale.
Rifiuti senza organico: il calcolo di Plastic Pull
Nella metodologia di Plastic Pull i rifiuti raccolti sono solo frazione secca (plastica non riciclabile 50%, vetro 25%, metalli 10%, inerti 15%), quindi manca il materiale da cui nasce il metano di discarica e nel calcolo la voce da decomposizione non c'è. Restano i fattori di emissione di gestione per materiale, presi da ISPRA e UNEP: 0,15 kg di CO2 equivalente per kg di plastica, 0 per il vetro, 0,05 per metalli e inerti, che pesati sulla composizione danno 0,0875 kg di CO2 equivalente per kg raccolto.
Fonti
- Krautwurst S. e colleghi, Identification and quantification of CH4 emissions from Madrid landfills using airborne imaging spectrometry and greenhouse gas lidar, Atmospheric Chemistry and Physics, 25, 14669-14702, 2025
- Parlamento europeo e Consiglio, Regolamento (CE) n. 166/2006 sul registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti, 2006
- Piantando, metodologia di calcolo di Plastic Pull, con fattori da ISPRA, Rapporto Rifiuti Urbani 2023, e UNEP, Global Plastic Waste Management Outlook
- IPCC, 2019 Refinement to the 2006 IPCC Guidelines, Volume 5, Capitolo 3: Solid Waste Disposal, 2019
- Foto di copertina: Daniel Miksha, Unsplash