Un bosco ceduo si taglia a intervalli regolari e ricresce dalle ceppaie, le basi dei fusti tagliati, che ributtano nuovi fusti detti polloni; al taglio si lasciano in piedi alcuni alberi, le matricine. Le normative regionali fissano età minime di taglio, i turni, che vanno da 14 a 20 anni per i cedui di querce caducifoglie e da 20 a 28 per quelli di faggio, ma in Italia buona parte dei cedui non viene più tagliata da decenni. Chi ne gestisce uno, o lo mette in un bilancio del carbonio, si chiede quanto carbonio contenga e se, passati i quaranta o cinquant'anni, continui ad accumularne.
Nei cedui di cerro, leccio e faggio che il CREA misura da decenni la risposta è sì, ma più lentamente. Fra i 44 e i 57 anni lo stock di carbonio del bosco ceduo, cioè la quantità accumulata nel legno sopra terra, va da circa 75 a 150 tonnellate per ettaro secondo il nostro calcolo sulle biomasse stimate dagli autori, e cresce ancora. Nei tre cedui di cerro misurati, però, l'incremento medio di volume aveva già raggiunto il massimo fra i 35 e i 44 anni.
Quanto carbonio c'è in un bosco ceduo di 50 anni
I dati più completi vengono da aree permanenti lasciate crescere senza tagli dopo l'ultima ceduazione. Nel 2010 Bertini e colleghi hanno stimato, con equazioni costruite su alberi campione, biomassa e legno morto in tre cedui di cerro toscani, a Caselli in Val di Cecina, a Poggio Pievano e a Valsavignone; due anni dopo hanno fatto lo stesso in un ceduo di leccio in Sardegna e in uno di faggio in Toscana. La biomassa è il peso secco del legno sopra terra, fusto e rami, senza foglie. La conversione in carbonio e CO2 l'abbiamo fatta noi, con la frazione di carbonio 0,47 che l'inventario nazionale dei gas serra dell'ISPRA applica a tutte le formazioni forestali e il rapporto 3,67 fra il peso della CO2 e quello del carbonio.
| Ceduo | Età (anni) | Biomassa legnosa (t/ha) | Carbonio (t C/ha) | CO2 (t/ha) | Incremento medio di biomassa (t/ha all'anno) |
|---|---|---|---|---|---|
| Cerro, Poggio Pievano | 44 | 159,4 | 74,9 | 274,9 | 3,6 |
| Cerro, Valsavignone | 52 | 238,8 | 112,2 | 411,9 | 4,6 |
| Cerro, Caselli | 55 | 313,0 | 147,1 | 539,9 | 5,7 |
| Leccio, Sardegna | 55 | 225,3 | 105,9 | 388,6 | 4,1 |
| Faggio, Alpe di Catenaia | 57 | 321,6 | 151,2 | 554,7 | 5,6 |
Biomassa in peso secco, legno vivo sopra terra senza foglie. Fonti: Bertini et al. 2010, tabella 4; Bertini et al. 2012, tabella 4. Carbonio e CO2: nostro calcolo con frazione 0,47 e rapporto 3,67.
Fra un sito e l'altro lo stock quasi raddoppia: Poggio Pievano e Caselli sono entrambi cedui di cerro, con undici anni di differenza, e il secondo ha quasi il doppio della biomassa. Con gli stessi fattori, gli incrementi medi della tabella corrispondono a circa 1,7-2,7 tonnellate di carbonio per ettaro all'anno, mediati su tutta la vita del ceduo. A quella biomassa si aggiunge il legno morto: da 22,3 a 30 tonnellate per ettaro nei tre cedui di cerro.
Fino a quando cresce un bosco ceduo: l'età di culmine
Per capire se un bosco sta rallentando, i forestali guardano l'età in cui l'incremento medio di volume raggiunge il massimo, cioè il momento in cui la massa accumulata divisa per gli anni smette di salire. È il "turno fisiocratico", l'età della massima produzione legnosa. Prima di quel punto ogni anno in più alza la media; dopo, il bosco cresce ancora ma più lentamente di quanto abbia fatto in media fino a lì.
Gianfranco Fabbio e Andrea Cutini, del CREA, hanno raccolto in un articolo del 2017 su Forest@ le serie di 16 siti di monitoraggio di lungo periodo, con età da 44 a 75 anni.
| Specie | Siti | Età dei popolamenti (anni) | Incremento medio di volume già culminato? | Età di culmine (anni) |
|---|---|---|---|---|
| Cerro | 7 | 44-65 | sì in 6 siti, no in 1 | 35, 35, 44, circa 50, circa 50, circa 60 |
| Leccio | 5 | 55-70 | sì in 3 siti, no in 2 | circa 40, circa 60, circa 60 |
| Faggio | 4 | 60-75 | sì in 1 sito, no in 3 | circa 60 |
Fonte: Fabbio e Cutini 2017, tabella 4, aree permanenti della rete italiana di monitoraggio delle foreste che fa parte del programma europeo ICP Forests, più i siti CREA. Per il sito di cerro non culminato la tabella indica comunque un'età di riferimento di circa 50 anni. Le età sono quelle dei rilievi usati da Fabbio e Cutini e non coincidono sempre con quelle di Bertini e colleghi, misurate in anni diversi.
I tre cedui di cerro della prima tabella compaiono anche qui, con le sigle Tos.Cas., Tos.Pop. e Tos.Vas.: il loro incremento medio di volume è culminato a 35, 35 e 44 anni.
Per il cerro gli autori riassumono così: valori di culmine "compresi tra 35 e 60 anni". Ne concludono che nel campo di età osservato "non esiste un problema di senescenza", e la parola "invecchiato" usata negli inventari per questi cedui ha "soltanto il significato cronologico" di aver superato l'età a cui si tagliavano.
Il dato riguarda il volume del legno, non direttamente il carbonio. Ma il carbonio della biomassa si calcola proprio dal volume o dal peso del legno, quindi l'età di culmine del volume indica anche quando l'accumulo annuo di carbonio nel legno vivo scende sotto la media degli anni precedenti.
Trent'anni di misure su un ceduo di faggio
La serie più lunga è quella dell'Alpe di Catenaia, vicino ad Arezzo, intorno ai mille metri. Il ceduo di faggio è stato tagliato l'ultima volta nel 1945; dal 1972 al 2002 un'area di controllo lasciata in evoluzione naturale è stata misurata ogni dieci anni. I risultati sono nello studio di Amorini, Fabbio e Bertini sugli Annali del CRA.
| Età (anni) | Volume in piedi (m³/ha) | Incremento medio (m³/ha all'anno) |
|---|---|---|
| 27 | 164,3 | 6,1 |
| 37 | 245,3 | 6,6 |
| 47 | 333,0 | 7,1 |
| 57 | 440,7 | 7,7 |
Fonte: Amorini, Fabbio e Bertini 2010, tabella 3, area di controllo.
L'incremento medio sale a ogni inventario e quello corrente, misurato fra un rilievo e il successivo, è passato da 8,8 a 10,8 metri cubi per ettaro all'anno fra i 47 e i 57 anni. Nel 2010 gli autori parlavano di "culminazione ancora lontana dell'incremento medio". A 57 anni la biomassa viva era di 321,6 tonnellate di peso secco per ettaro, che con il legno morto in piedi e a terra arriva a 349,3. Dieci anni dopo il quadro è cambiato: nella tabella di Fabbio e Cutini il sito di faggio toscano Tos.Cat., che per sigla ed età corrisponde a Catenaia, a 67 anni risulta culminato intorno ai 60, con un incremento corrente di 6,5 metri cubi per ettaro all'anno ormai sotto la media di 7,5. È l'unica faggeta culminata delle quattro.
Tagliare, aspettare o avviare all'alto fusto
Lasciar crescere un ceduo aumenta lo stock in piedi, ma il taglio non azzera il conto del carbonio. Fabbio e Cutini riportano i risultati di uno studio sui flussi di CO2 in un ceduo di cerro (Belelli Marchesini e colleghi, 2017): il bosco torna a sequestrare carbonio in modo netto già nel secondo anno dopo il taglio e, tolto il legno raccolto a fine turno, il ceduo è associato a un sequestro netto non inferiore a 1,3 tonnellate di carbonio per ettaro all'anno sull'intero ciclo, circa 4,8 tonnellate di CO2 con il rapporto 3,67. Lo studio originale non l'abbiamo letto: il dato è quello riportato da Fabbio e Cutini.
L'avviamento all'alto fusto, cioè la trasformazione del ceduo in fustaia lasciando crescere, con diradamenti successivi, i polloni migliori, cambia soprattutto la parte in piedi. A Catenaia, a 57 anni, le aree avviate avevano prodotto in tutto fra 527 e 564 metri cubi per ettaro, sommando il legno ancora in piedi e quello tolto con i diradamenti, contro i 440,7 dell'area lasciata a sé. Nel suolo invece non si vede differenza: a Caselli, circa cinquant'anni dopo l'inizio della prova, Camponi e colleghi hanno trovato nella lettiera e nei primi 30 centimetri di suolo circa 74-83 tonnellate di carbonio per ettaro e, con la lettiera, fino a 75 centimetri di profondità circa 192-213, senza differenze fra evoluzione naturale, diradamento moderato e diradamento forte.
Due lavori del 2026, di cui abbiamo letto solo il riassunto, vanno nella stessa direzione. Su 201 parcelle di cedui di querce in Toscana, Lazio e Umbria, Latterini e colleghi trovano che l'età è il fattore principale dell'accumulo di biomassa nei polloni per cerro, leccio e roverella, mentre il numero di matricine, il suolo e il clima non entrano nei modelli migliori. In Baviera, su 93 parcelle di querceti misti, Thumb von Neuburg e colleghi misurano in media 191,4 tonnellate di carbonio per ettaro nell'intero ecosistema nei cedui composti, 173,8 nelle fustaie e 192,1 nella riserva non gestita, differenze non statisticamente significative.
Cosa cambia per chi rendiconta il carbonio di un ceduo
Uno stock di carbonio fotografa un momento. Lo stesso ettaro di ceduo di cerro può contenere 75 o 150 tonnellate di carbonio nel legno a seconda del sito e dell'età, e un taglio lo riduce di colpo. Quando leggi o scrivi una cifra di carbonio per un bosco ceduo, servono l'età del popolamento, la data del rilievo, la data dell'ultimo taglio e il fattore di conversione usato. Senza questi elementi non si capisce se il dato descrive un bosco che sta ancora accumulando o uno vicino al taglio.
Anche il fattore di conversione pesa sul risultato. Noi abbiamo usato lo 0,47 dell'inventario nazionale, ma la frazione di carbonio cambia fra legno, corteccia e foglie, come spieghiamo in quanto carbonio c'è davvero in un albero. E il fatto che un bosco vecchio accumuli ancora dipende anche da come si misura, come abbiamo raccontato parlando di foreste vecchie e carbonio.
Come lo misuriamo noi
Nei progetti forestali che seguiamo censiamo tutti gli alberi ogni anno, senza campionamento: per ciascuno registriamo diametro a 1,30 metri dal suolo, altezza e specie, e gli assegniamo un codice Arbotag univoco. La biomassa si ricava con le equazioni allometriche dell'inventario forestale nazionale italiano (INFC) specifiche per specie, si converte in carbonio con la frazione di carbonio e poi in CO2 con il rapporto 3,67. Un censimento ripetuto ogni anno permette di vedere se lo stock di un bosco sale ancora o si è fermato, invece di presumerlo dall'età. Trovi il metodo nella pagina sulla misura della CO2 di un bosco albero per albero.
Cosa questi numeri non dicono
I siti sono pochi e senza repliche: cinque cedui per la biomassa, sedici siti per l'età di culmine. Le biomasse non comprendono radici e foglie, e il carbonio l'abbiamo calcolato noi con un fattore unico. L'età di culmine è riferita al volume e il campione si ferma a 75 anni: oltre quell'età non sappiamo dire cosa succede. Il dato sul sequestro dopo il taglio lo conosciamo solo da Fabbio e Cutini, e lo studio bavarese riguarda querceti dell'Europa centrale. Fabbio e Cutini riportano infine che la capacità delle ceppaie di ributtare cala dopo una certa età (per cerro e roverella una prima riduzione del 10-25% fra 70 e 80 anni): un ceduo lasciato crescere troppo può non tornare ceduo.
Fonti
- Fabbio G., Cutini A., Il ceduo oggi: quale gestione oltre le definizioni?, Forest@, 2017
- Bertini G., Fabbio G., Piovosi M., Calderisi M., Densità di biomassa e necromassa legnosa in cedui di cerro in evoluzione naturale in Toscana, Forest@, 2010
- Bertini G., Fabbio G., Piovosi M., Calderisi M., Densità di biomassa e necromassa legnosa in cedui invecchiati di leccio in Sardegna e di faggio in Toscana, Forest@, 2012
- Amorini E., Fabbio G., Bertini G., Dinamica del ceduo oltre turno e avviamento ad alto fusto dei cedui di faggio. Risultati del protocollo Germano Gambi sull'Alpe di Catenaia (Arezzo), Annali del CRA Centro di Ricerca per la Selvicoltura, 2010
- Camponi L., Cardelli V., Cocco S. et al., Effect of coppice conversion into high forest on soil organic C and nutrients stock in a Turkey oak (Quercus cerris L.) forest in Italy, Journal of Environmental Management, 2022
- Latterini F., Picchio R., Janiszewska-Latterini D. et al., Stand Age, Standard Retention Density and Site Conditions as Drivers of Shoot Biomass Accumulation in Mediterranean Oak Coppices, Land Degradation & Development, 2026
- Thumb von Neuburg B., Eder C., Zarebanakouki M., Pfeiffer I., Falk W., Thom D., Can a fundamental change in forest management improve the forest carbon balance of mixed oak forests in Central Europe?, Forest Ecology and Management, 2026
- ISPRA, Italian Greenhouse Gas Inventory 1990-2024. National Inventory Document 2026, 2026
- Foto di copertina: Mauro Angeli, Unsplash