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Milano Fashion Week 2019: sulle passerelle sfila la sostenibilità

23 Set 2019 | Sostenibilità

Materiali rigenerati incontrano gli ultimi trend agli Oscar della moda green.

Milano e la moda, si sa, vanno a braccetto, ma da qualche anno a questa parte la città del fashion ha preso sottobraccio anche un altro ambito fondamentale della nostra vita quotidiana: la sostenibilità.

In una sola settimana Milano è stata la vetrina di 170 collezioni donna (e in alcuni casi uomo), ospitando circa 60 sfilate, 110 presentazioni in showroom e oltre 30 eventi speciali. Routine da Fashion Week? Forse. Ma mai come quest’anno l’attenzione alle passerelle della Fashion Week è stata così alta, e non stiamo parlando solo di chiacchiericcio tra interessati al settore come blogger e cool hunter.

Dalla diffusione delle drammatiche immagini della foresta amazzonica tutti si interrogano su cosa si possa fare per limitare l’impatto ambientale su questo Pianeta, ed è inevitabile chiedere conto anche ai colossi della moda.

«La nostra fashion week è già plastic free

[…] Non ci fermeremo qui: nella battaglia per la sostenibilità conta ogni azione dei singoli, delle aziende, delle istituzioni» ha dichiarato Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, alla presentazione degli eventi della Milano Fashion Week 2019 organizzati in partnership con il Comune di Milano.

«Dietro il glamour delle sfilate, una filiera produttiva complessa che nel nostro territorio conta 100 mila addetti. E che ha scelto la sostenibilità come orizzonte di business ma anche di senso». Così riporta l’assessore alle politiche del lavoro, commercio, moda e design del Comune di Milano Tajani.

A partire da questa nuova consapevolezza, domenica 22 settembre la Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con Eco Age, ha presentato la terza edizione dei Green Carpet Fashion Awards Italia. Quest’anno su un palco d’eccezione, l’iconico Teatro alla Scala di Milano, i GCFA Italia premiano gli obiettivi raggiunti in materia di sostenibilità all’interno della filiera della moda e del lusso, e puntano a innovare ma anche preservare l’eredità e l’autenticità dei piccoli produttori.

Per l’occasione anche Piazza della Scala è diventata più “green” con l’allestimento di un vero e proprio orto, con aiuole da cui crescono rigogliosi ortaggi, erbe e piante: un simbolo dell’unione tra sostenibilità green e le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, tema ricorrente nel 2019 a Milano. (Scoprirai in un altro articolo quanto Leonardo Da Vinci fosse vicino ai temi della sostenibilità già nel XV-XVI secolo!)

(NovaMilano)

Dalle precedenti edizioni dei GFCA si è affermato, tra gli altri, l’eco designer Tiziano Guardini, che quest’anno si è esibito con la sua sfilata personale. Guardini utilizza esclusivamente tessuti e materiali riciclabili e a basso impatto ambientale: dalla lana rigenerata e no-mulesing (tecnica anti maltrattamento degli animali da lana) all’Econyl, il filo di nylon rigenerato partendo da quello che nessuno usa più. Il nylon dai rifiuti delle discariche e da quelli abbandonati in mare viene rigenerato, ricreato e può essere rimodellato all’infinito.

Grazie a questo innovativo materiale la no profit Healthy Seas ha ricevuto il premio The GCFA Circular Economy Award per il suo costante impegno nel liberare i nostri oceani e mari dalla plastica delle reti e dare nuova vita ai rifiuti pescati.
È in Econyl anche il red carpet della serata: Aquafil ha realizzato insieme ad Ege ed Ecocontract, il green carpet di 1.200 mq posizionato davanti a Piazza della Scala.

Vicino al mondo equo-solidale, Guardini si è affidato per la maglieria alla lana d’Alpaca, frutto di un’appassionata collaborazione con lo Stato del Perù e dell’azienda locale ART-ATLAS.

È sempre maggiore il numero di aziende del settore fashion che offrono un’alternativa a materiali che sfruttano risorse naturali e umane (parleremo di tessuti eco in altri articoli) e, per fortuna, possiamo affermare che hanno ormai conquistato le passerelle di Milano e del mondo.

La sostenibilità, diciamocelo pure, va di moda. E difficilmente diventerà out.

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