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Malawi, quanti sanno davvero dove si trova?

22 Giu 2020 | Acqua, Iniziative

Alzi la mano chi sa dove si trova il Malawi.

Scritto da Matteo Ferrari de “Il Pozzo dei Desideri”

Io personalmente non solo non sapevo dove fosse ma ne ignoravo persino l’esistenza fino al 14 aprile del 2014. In quel giorno ne sento parlare per la prima volta da un mio amico che mi parla di una persona che conosce e che vive lì. Da quel giorno inizia un percorso. Ma di questo ve ne parlerò un’altra volta.

Non appena sento il nome di questo paese, anche scavando, non riesco a trovare nella memoria nessun appiglio nozionistico che mi permetta di fare alcuna associazione. Malawi? A scuola mai sentito. Nei giornali neppure. Meta turistica? Non credo. Aveva un suono sicuramente africano, ma al pari di Benin, Togo, Gambia o Ghana. E al pari di questi paesi, non sapevo dove collocarlo nella cartina.

Vinto dalla curiosità, mi viene in aiuto Google e comincio a “vederlo”.

Una piccola lingua nel sud est dell’Africa, senza sbocchi sul mare, stretto tra il Mozambico, la Tanzania e lo Zambia. No, impossibile trovarlo guardando la cartina senza avere una precisa meta e senza cercarlo volontariamente.

La prima cosa che noti è che ha un lago enorme. E con poche ricerche scopri che è il nono lago più grande del mondo e uno dei più profondi al mondo. Avete presente il lago di Garda? Ecco, moltiplicatelo per 80 volte e avrete la superficie del lago Malawi. E nonostante questo, il rapporto tra il Malawi e l’acqua è una storia difficile. Avremo modo di parlarne.

Ex colonia inglese e con un recente passato dittatoriale, ora il paese ha un regime democratico e, contrariamente ad altri stati africani, il livello di sicurezza è alto.

Dicevo che il Malawi è una piccola lingua di terra nel grande continente africano. Quanto piccola? Circa un terzo dell’Italia. E anche la popolazione è circa un terzo, poco sotto i venti milioni.

Dopo aver notato sulla mappa il lago, noti una cosa ancora più bella, anche se al momento non riesci a capirne il significato. “The Warm Heart of Africa”, Il Cuore Caldo dell’Africa. Così è soprannominato il Malawi. Istintivamente ti viene da pensare al sole caldo, al deserto, ai tramonti rosso africani, alla savana. E invece questo soprannome se lo sono guadagnati grazie alla loro popolazione, al loro carattere così mite e amichevole. Con tutti, fra di loro e con gli stranieri. Lo avrei capito molto presto.

Purtroppo, approfondendo la conoscenza del Malawi, si scopre che è uno dei paesi più poveri del mondo. Dietro di lui ci sono solo Eritrea, Somalia e Burundi. Le difficoltà sono enormi. Sotto tutti i punti di vista: economico, sanitario, alimentare e scolastico.

Case costruite con il fango, villaggi che nascono nei posti più impensati, strade che sono perlopiù sentieri battuti, infrastrutture quasi inesistenti, ospedali fatiscenti e scuole al limite della praticabilità. L’elettricità arriva solo nei piccoli centri urbani e neanche per tutto il giorno. L’acqua la devi trovare sotto terra perché quella che dovrebbe arrivare dallo stato è spesso una chimera.

Ci sono ovviamente delle eccezioni. Ci sono anche scuole ben tenute e qualche ospedale privato che è un lontano parente dei nostri ospedali, ma mediamente, da quello che ho visto io, la situazione è molto critica.

Paese sfortunato anche dal punto di vista climatico: una stagione delle piogge ininterrotte che spesso porta inondazioni seguita da una stagione secca di quasi 9 mesi che mette a rischio tutti i raccolti.

La vita in Malawi non è per nulla semplice.

E stupisce per questo motivo ancora di più come sia impossibile non scambiare sempre e comunque un saluto, un sorriso e una stretta di mano con chiunque si incontra lungo le strade impolverate del paese. Anche se indaffarati a zappare, a portare un sacco di grano o un secchio d’acqua, la gente del Malawi troverà sempre il tempo anche solo per guardarti, alzare il braccio, salutarti e poi rimettersi a lavorare.

Questo è Il Cuore Caldo dell’Africa.

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