Quest'estate, a Colonia, il Reno mostrava un lungo banco di ghiaia in mezzo al fiume. Sopra si posavano gli uccelli, mentre accanto una nave da carico passava nel canale d'acqua rimasto. Quest'estate non era il solo grande fiume europeo così basso: secondo il servizio europeo Copernicus, nessuna estate dal 1992 aveva visto così tanti fiumi del continente scorrere sotto la media nello stesso momento. In Italia è toccato al Po, che a inizio agosto portava al mare circa un terzo dell'acqua che porta di solito in quel periodo.
Due fiumi europei su tre sotto la media
Il rapporto sull'estate 2026 del Copernicus Climate Change Service usa le portate calcolate dal sistema europeo di allerta per le alluvioni (EFAS). Si tratta di portate simulate da un modello idrologico, non misurate stazione per stazione, ma coprono tutta la rete dei fiumi europei e permettono di confrontare gli anni a partire dal 1992.
Fra giugno e agosto il 67% della rete fluviale europea è rimasto sotto la media, il valore più alto della serie. Alla foce, Loira, Senna, Reno, Glomma, Vistola e Danubio hanno avuto la portata estiva più bassa dal 1992. Anche altri fiumi hanno toccato minimi record su lunghi tratti: il Rodano a luglio; il Po, il Dnestr e l'Elba ad agosto.
La quota di fiumi sotto la media è salita dal 58% di giugno al 66% di luglio, poi è scesa al 62% ad agosto. Quella dei fiumi nelle due classi più basse, invece, è salita dal 30% di giugno a circa il 40% di luglio e lì è rimasta per tutto agosto.
Il rapporto prova anche a dare una misura dell'acqua mancata. Sommando dodici grandi bacini, Po compreso, nell'estate sono passati alla foce circa 69 chilometri cubi d'acqua in meno rispetto alla media 1992-2020. Secondo le stime dell'Agenzia europea dell'ambiente citate da Copernicus, è quasi quanto l'Unione europea distribuisce in due anni per gli usi pubblici.
Da un inverno bagnato a un'estate senza pioggia
Per l'Italia la siccità è arrivata dopo un inverno molto piovoso. Copernicus descrive lo stesso percorso per gran parte dell'Europa occidentale: inverno molto umido, primavera asciutta e, in estate, suoli sempre più secchi. Le temperature alte, scrive il rapporto, hanno probabilmente peggiorato le cose aumentando l'evaporazione.
Sull'intera Europa l'estate 2026 è stata di 1,17 gradi più calda della media 1991-2020, la terza più calda dopo il 2024 e il 2022. In Europa occidentale è stata la più calda mai registrata, sopra anche quella del 2003. In parte dell'Italia e della Spagna meridionale la temperatura percepita ha raggiunto o superato i 32 gradi, la soglia dello stress da caldo "forte", quasi ogni giorno, e in alcune zone d'Italia ci sono state da 30 a 45 notti tropicali in più del solito, cioè notti in cui la temperatura non scende sotto i 20 gradi.
Il Po ad agosto: 246 metri cubi al secondo invece di 709
A fine luglio l'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha dichiarato la severità idrica alta. Nel comunicato si parlava di agricoltura in difficoltà e di approvvigionamenti critici per oltre 100 comuni fra Piemonte e Lombardia.
Il 6 agosto a Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara, il Po portava 246 metri cubi d'acqua al secondo, contro una media storica di 709. Più a monte la situazione era la stessa in proporzione: a Piacenza 177 metri cubi al secondo contro 497, a Cremona 193 contro 602. Il 12 agosto a Pontelagoscuro si è scesi a 233.
L'Autorità indica 450 metri cubi al secondo come soglia critica per la risalita del mare nel delta. Il 6 agosto l'Autorità segnalava l'acqua salata oltre i 20-25 chilometri dalla foce. Anche i grandi laghi regolati che alimentano il Po erano quasi vuoti: il Lago Maggiore era riempito al 5,3%, quello di Como al 5,9% e quello d'Iseo al 5%. Solo il Garda era nella norma, al 50%. Soffrivano soprattutto le risaie e, in diversi comuni, l'approvvigionamento di acqua potabile.
Sessantotto giorni di crisi, poi la pioggia
Il 16 settembre l'Autorità ha chiuso la fase più grave: 68 giorni di elevata criticità, dal 16 giugno al 22 agosto. Le piogge di fine estate hanno riportato la portata a Pontelagoscuro a 1.024 metri cubi al secondo il 14 settembre, e il Lago Maggiore al 35%. Per il Piemonte, si legge nello stesso comunicato, è stata l'estate più calda degli ultimi settant'anni.
2022, 2025, 2026: estati di magra sempre più vicine
Secondo Copernicus, le estati di magra che si avvicinano di più al 2026 sono quelle del 2022, del 2025 e del 2003. Il rapporto vede dalla metà degli anni Dieci i segni di uno spostamento verso estati con portate sotto la media più diffuse, soprattutto nell'Europa orientale. Lo stesso documento ricorda che in Europa occidentale tutte le estati dal 2015 in poi sono state più calde della media.
Copernicus elenca anche gli effetti: fiumi troppo bassi per la navigazione e il trasporto delle merci, problemi per la produzione di energia e per l'irrigazione, restrizioni all'uso dell'acqua in diverse regioni, e più stress per gli ecosistemi dei fiumi.
Fonti
- Copernicus Climate Change Service, European Summer 2026: Records, Extremes and Context, 2026
- Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Siccità, distretto del Po: la situazione peggiora e si passa ad una condizione di severità alta, 30 luglio 2026
- Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Siccità, distretto del fiume Po: confermata la severità alta, 6 agosto 2026
- Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Aggiornamento settimanale situazione idrologica, 13 agosto 2026
- Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, Siccità, il Po e il Nord tornano a respirare dopo 68 giorni, 16 settembre 2026
- Foto di copertina: Dirk Röhrig, Unsplash