Un'auto vecchia può passare la revisione senza problemi anche se la settimana prima era ferma in officina. Il libretto registra il giorno del controllo, del resto dell'anno non sa niente.
Con i pozzi dei villaggi africani succede una cosa simile. Per decenni la domanda di chi li controlla è stata una sola: oggi la pompa dà acqua? Se sì, il pozzo conta come funzionante. Uno studio pubblicato nel 2025 su PLOS Water ha provato a guardare cosa succede se alla stessa pompa si fanno domande diverse, e il conto delle pompe funzionanti cambia di molto.
Una domanda sola per 700.000 pompe
Come ricordano gli autori, nell'Africa subsahariana circa duecento milioni di persone bevono acqua presa da una pompa a mano, e le pompe sono circa 700.000. Nelle campagne è la fonte principale di acqua da bere per il 26% della popolazione, contro il 7% nelle città. Lo studio considera solo pompe montate su pozzi trivellati, che si azionano con una leva: si alza e si abbassa il braccio, e a ogni colpo esce un po' d'acqua.
Una ricerca del 2018 citata dagli autori ha trovato che la funzionalità di queste pompe di solito si misura così: una pompa funziona se il giorno dell'ispezione produce acqua, anche poca. Da questo indicatore vengono statistiche come quella secondo cui in un dato momento circa una pompa su quattro nell'Africa subsahariana è ferma. Il guaio è che una fotografia presa in un giorno non dice quante volte la pompa si è rotta durante l'anno, per quanto tempo il villaggio è rimasto senz'acqua, quanta fatica serve per riempire una tanica.
1682 pompe in dieci paesi, 332 in Malawi
McManus e colleghi hanno usato i dati raccolti nel 2017 in dieci paesi dell'Africa subsahariana per una valutazione dei programmi per l'acqua e l'igiene dell'organizzazione World Vision. In ogni pozzo i rilevatori hanno intervistato un capo villaggio o un membro del comitato che gestisce la pompa, l'hanno ispezionata a vista e l'hanno fatta funzionare. Le risposte sono state registrate su un'applicazione per telefono con la posizione GPS e con limiti che impedivano di inserire valori impossibili.
Per ogni pompa sono stati raccolti sette indicatori. In tabella ce ne sono sei, per il Malawi e per l'intero campione.
| Indicatore | Malawi (332 pompe) | Tutti e dieci i paesi (1682 pompe) |
|---|---|---|
| Pompe che davano acqua il giorno del rilievo | 95% | 84% |
| Pompe che si erano rotte almeno una volta nell'ultimo anno | 59% | 58% |
| Pompe che si erano rotte nelle due settimane prima del rilievo | 12% | 16% |
| Giorni di fermo all'ultimo guasto, in media | 25,1 | 45,2 |
| Colpi di leva per far uscire la prima acqua, in media | 2,6 | 7,7 |
| Litri d'acqua per colpo di leva, in media | 0,72 | 0,69 |
Dati raccolti nel 2017. Fonte: McManus e colleghi, 2025, tabella 3.
In Malawi quasi tutte le pompe davano acqua il giorno della visita, eppure sei su dieci si erano guastate almeno una volta nei dodici mesi precedenti. Il Malawi è però fra i paesi dove i guasti durano meno: l'ultimo è durato in media 25 giorni, contro i 45 dell'intero campione. Fa meglio solo il Niger, con 16,7 giorni; il più lento è lo Zimbabwe, con 72,0.
Quante pompe funzionano, a seconda di come le conti
Le soglie per dire che una pompa funziona esistono già, ma ognuno usa le sue. Il consorzio di ricerca UPGro chiede almeno 10 litri al minuto e non più di 30 giorni di fermo in un anno. L'agenzia per l'acqua delle comunità del Ghana considera funzionante una pompa che dà acqua entro cinque colpi di leva; poi, per valutare il livello del servizio, accetta un fermo del 5% del tempo, circa 20 giorni l'anno. Uptime, che finanzia le organizzazioni di manutenzione in base ai risultati, paga i suoi contributi solo se i guasti vengono riparati in circa tre giorni. In Malawi i meccanici di zona usano la regola dei cinque colpi per scoprire le perdite nei tubi.
Applicate una alla volta all'intero campione, le soglie danno risultati molto diversi. Solo il 41% delle pompe non aveva avuto guasti nell'ultimo anno. Il 31% degli ultimi guasti si era risolto in cinque giorni o meno, ma più di un quarto era durato oltre un mese. Appena il 26% dei guasti sarebbe stato riparato entro i tre giorni di Uptime. La regola dei cinque colpi invece la rispettava il 78% delle pompe che davano acqua.
Poi gli autori hanno combinato tre indicatori, cioè giorni di fermo, colpi per la prima acqua e litri per colpo, e hanno fatto variare le soglie dentro intervalli realistici: da uno a cinque giorni di fermo, da tre a dieci colpi, da 0,25 a 0,5 litri per colpo. Su 10.000 combinazioni estratte a caso, la quota di pompe funzionanti è andata dall'11% al 41%. Con la sola domanda "dà acqua?" era l'84%. Il risultato dipendeva soprattutto dalla soglia sui litri per colpo.
Perché i giorni di fermo contano più della fotografia
I giorni di fermo pesano sulla salute di chi usa il pozzo. Gli autori citano uno studio fatto in Kenya: i bambini delle famiglie la cui pompa era stata riparata entro 24 ore avevano meno diarrea, e il vantaggio spariva quando la riparazione richiedeva più tempo.
Sui tempi di riparazione il Malawi esce bene anche da un altro studio, pubblicato nel 2026 sempre su PLOS Water da Donald John MacAllister e colleghi, che ha visitato 50 pozzi malawiani fra settembre 2017 e marzo 2018. Fra i tre paesi studiati, Etiopia, Malawi e Uganda, il Malawi aveva la quota più alta di siti senza guasti segnalati nell'ultimo anno, il 45%, ed era l'unico dove una parte delle pompe guaste, il 12%, veniva riparata entro una settimana. I siti però erano stati scelti apposta per coprire tutti i livelli di funzionamento, e gli autori avvertono che non rappresentano la situazione del paese. Secondo gli autori, questi risultati potrebbero dipendere dalla rete di tecnici di assistenza sul territorio, dalla formazione e dal riconoscimento formale dei meccanici di zona e dalla collaborazione fra donatori e organizzazioni non governative. In tutti i siti malawiani c'era l'Afridev, una pompa pensata per essere gestita e riparata dal villaggio stesso e sviluppata proprio in Malawi negli anni Ottanta. Anche nello studio di McManus il 96% delle pompe malawiane era un'Afridev.
La storia di un pozzo vale più di una visita
A Piantando ci occupiamo soprattutto di alberi, e anche lì la tentazione della fotografia è forte: si conta una volta, si moltiplica e si dichiara. Per Silva abbiamo scelto il censimento totale, con un identificativo fisico per ogni albero, un rilievo ripetuto ogni dieci anni e stime annuali nel mezzo: un singolo rilievo, da solo, direbbe poco di come va un bosco nel tempo. Leggendo questo studio ci pare che per un pozzo valga lo stesso: il dato utile è la storia di quella pompa, con i guasti e i giorni senz'acqua, più del sì o no del giorno della visita. Fra i progetti per le comunità che sosteniamo in Malawi c'è Il Pozzo dei Desideri, che costruisce pozzi nei villaggi e ne segue la manutenzione: dopo questo studio, la domanda che vorremmo fare su ogni pozzo è per quanti giorni dell'anno ha dato acqua, e in quanto tempo è stato riparato quando si è fermato.
Cosa lo studio non dice
I dati hanno quasi dieci anni: sono stati raccolti nel 2017 e pubblicati nel 2025. I pozzi sono stati scelti per valutare i programmi di World Vision, mettendo a confronto zone dove l'organizzazione aveva lavorato e zone dove non c'era stata, quindi gli autori avvertono che i risultati non descrivono l'intero paese. Il 44% delle pompe aveva almeno un indicatore mancante, per lo più il numero di colpi necessari a riempire una tanica da 20 litri. Le visite sono state fatte in una sola stagione, salvo in Etiopia, mentre la quantità d'acqua che dà un pozzo cambia con le stagioni. Mancano poi indicatori come la frequenza dei guasti nell'anno.
C'è anche un limite che aggiungiamo noi: guasti e giorni di fermo li hanno raccontati i comitati e i capi villaggio, nessuno li ha misurati con un registro. Per queste ragioni gli autori non propongono né indicatori né soglie. Scrivono che serve una nuova definizione di pompa funzionante, fatta di indicatori e soglie, da costruire dopo un accordo sugli obiettivi dell'acqua nelle zone rurali.
Fonti
- McManus C., Lane K., Diarra S., Cronk R., Alternative indicators of handpump functionality: Toward consistent performance-oriented monitoring, PLOS Water 4(5): e0000271, 2025
- MacAllister D. J., Whaley L. e altri, Connecting narratives and numbers to investigate the interaction of social, physical and technical determinants of rural water supply performance, PLOS Water 5(2): e0000486, 2026
- Piantando, metodologia Silva
- Foto di copertina: Andrew Itaga, Unsplash